Economia & Mercati

Economia e Mercati Analisi economica e di asset allocation Gennaio 2020

Introduzione


Tutte le principali asset class hanno chiuso il 2019 in positivo e i titoli azionari, in particolare quelli growth, hanno registrato un forte rally. La solidità dello scorso anno è in parte ascrivibile al rimbalzo dai livelli estremamente bassi del quarto trimestre 2018. Nonostante il deterioramento del commercio globale e delle stime di crescita, gli investitori hanno iniziato il 2019 all’insegna dell’ottimismo circa un possibile accordo tra USA e Cina. In primavera le posizioni delle due super potenze erano ancora lontane e nel resto dell’anno i mercati con un’esposizione relativamente elevata al commercio globale, come l’azionario giapponese ed emergente, hanno segnato il passo. Al contempo, la linea accomodante delle banche centrali non solo ha portato a un re-rating degli asset rischiosi ma ha anche sostenuto i titoli di Stato. Con l’avvicinarsi del nuovo anno le azioni hanno ricevuto ulteriore impulso dall’accordo di “Fase 1”, mentre il dollaro ha perso vigore.

Nel 2019 i negoziati sino-americani hanno conquistato la scena, ma numerosi altri eventi politici hanno attirato l’attenzione degli investitori, che hanno quindi mantenuto un atteggiamento vigile per tutto il periodo. Negli USA, subito dopo le elezioni di metà mandato del 2018 in cui i Democratici hanno guadagnato la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, è stato avviato il processo di impeachment contro Trump, il terzo presidente USA sotto accusa. Al di là dell’Atlantico, l’elezione di Boris Johnson quale nuovo Primo Ministro del Regno Unito dopo Theresa May ha allontanato la possibilità di un’estensione della Brexit. La schiacciante vittoria del Partito Conservatore alle consultazioni di dicembre ha concesso a Johnson l’occasione di uscire dall’Unione Europea entro fine gennaio. Per l’Eurozona è stato invece un anno relativamente tranquillo, nonostante l’acuirsi del rischio politico in Italia e la possibile vittoria del partito di estrema sinistra Unidas Podemos in Spagna.

All’inizio del 2020 le prospettive di utili rimangono deboli per via delle pressioni sui margini. I mercati azionari stanno già scontando una ripresa economica e, in mancanza di un significativo impulso alla liquidità e di un ulteriore re-rating, ci aspettiamo rendimenti più modesti rispetto all’anno passato. L’aumento della leva delle società statunitensi frena l’attività degli investitori, pertanto analizziamo da vicino lo stato del segmento corporate attraverso la lente del mercato del credito.

In termini di asset allocation guardiamo con favore ad azioni e credito. Abbiamo inoltre incrementato l’esposizione a mercati più ciclici, come Giappone ed Eurozona, alla luce del significativo allentamento monetario che ha contribuito a sostenere le valutazioni e ha consentito una certa stabilizzazione del ciclo. Il debito sovrano è ancora poco conveniente rispetto ai titoli azionari. Abbiamo quindi abbassato a neutrale il giudizio sulle obbligazioni governative, mentre continuiamo ad apprezzare l’oro a fini di copertura a fronte della decelerazione della crescita prevista dai nostri scenari di rischio...