Economia e Mercati Analisi economica e di asset allocation Ottobre 2020

Introduzione

Nel terzo trimestre gli asset rischiosi hanno continuato a registrare guadagni, mentre rispetto ai tre mesi precedenti i rendimenti si sono rivelati modesti. La ripresa dell’attività a livello mondiale, le speranze per lo sviluppo di un vaccino contro il Covid-19 e il continuo sostegno delle politiche fiscali e monetarie hanno favorito l’azionario globale. Tuttavia, verso la fine del trimestre il rally ha perso slancio a causa dei nuovi lockdown imposti in Europa e dello stallo nell’approvazione del pacchetto di stimoli fiscali negli Stati Uniti. Malgrado l’aumento dell’incertezza politica negli USA, lo S&P 500 ha evidenziato buone performance grazie soprattutto alla componente tecnologica. Per contro,

i mercati azionari europei hanno subito delle perdite nel quadro dell’apprezzamento dell’euro.

Nonostante le continue tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina, i risultati migliori sono ancora ascrivibili alle azioni emergenti, sostenute dal minor vigore del dollaro USA e dalla risalita dei prezzi delle commodity. Sul fronte obbligazionario si sono registrate performance più variegate: il credito e i bond sovrani dei Paesi emergenti hanno realizzato guadagni positivi, mentre

i rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti invariati.

Per quanto riguarda le nostre previsioni economiche, abbiamo innalzato la view sulla crescita globale nel 2020, in particolare per via della performance dell’attività statunitense nel secondo trimestre superiore alle attese. Nel 2021, stimiamo che la crescita globale migliorerà grazie alle politiche monetarie

e fiscali più espansive e, verso metà anno, allo sviluppo di un vaccino che verrà poi distribuito nel terzo trimestre. In tale contesto l’inflazione dovrebbe  rimanere contenuta, consentendo così alle banche centrali di confermare un approccio accomodante. Pertanto, intravediamo un allentamento dei programmi di quantitative easing (QE) con il proseguire della crescita nel corso del 2021.

Quanto ai rischi rispetto al nostro scenario centrale, riteniamo che il principale sia rappresentato da una ripresa a W, dovuta alla ricomparsa del virus e, di conseguenza, a una seconda ondata di misure restrittive. La ponderazione dei rischi nel complesso ha assunto una direzione leggermente più reflazionistica, trainata dalla perdurante possibilità di una ripresa a V.

Dal punto di vista dell’asset allocation, confermiamo il giudizio positivo sul credito alla luce delle significative iniezioni di liquidità della Federal Reserve (Fed) e della Banca Centrale Europea (BCE). Tuttavia, abbiamo liquidato parte della nostra esposizione al credito a favore delle azioni, allo scopo di ottenere un potenziale di rendimento più elevato, dato che è poco probabile che gli spread creditizi si riducano ulteriormente. In ambito azionario, abbiamo diversificato il nostro assetto sui titoli growth e di qualità (una strategia sempre più diffusa), rafforzando l’allocazione alle small cap statunitensi. Manteniamo inoltre l’esposizione al debito in valuta locale emergente e all’azionario dei Paesi emergenti.

Al contempo, le obbligazioni governative offrono ancora poco valore rispetto ai titoli azionari. Riteniamo che il rialzo dei bond sia limitato, tuttavia il livello senza precedenti di espansione monetaria attuata dalle banche centrali ci porta a essere neutrali sulla duration. Inoltre, alla luce del nuovo target di inflazione della Fed, privilegiamo le obbligazioni indicizzate all’inflazione rispetto a quelle nominali. Dal momento che i bond costituiscono evidentemente uno strumento di copertura meno efficace, deteniamo valute come lo yen giapponese per gestire i rischi ciclici in portafoglio.