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Outlook 2022 | Mercati emergenti


È molto incoraggiante che il tasso di vaccinazione nei mercati emergenti abbia visto una marcata accelerazione, anche se nuove varianti come Omicron possono ancora rappresentare un rischio. Tale contesto ha contribuito a sostenere la crescita economica, anche se un bis è improbabile nel 2022.

Il fatto che la crescita degli emergenti sia destinata a moderarsi è però ben compreso dai mercati, che si sono adeguati di conseguenza nel corso del 2021. In effetti, i mercati emergenti hanno il potenziale per sorprendere positivamente il prossimo anno.

I gestori di portafoglio dei mercati emergenti di Schroders stanno monitorando da vicino le prospettive dell'inflazione e la prospettiva di un punto di flesso. Inoltre, si attendono un punto di svolta in termini di crescita economica in Cina.

Il rischio geopolitico è un'area da monitorare costantemente, e diverse elezioni chiave sono alle porte, a cominciare dalla Corea del Sud a marzo fino alle elezioni presidenziali del Brasile a ottobre.

Le economie dei mercati emergenti
David Rees, Senior Emerging Markets Economist

La minaccia di nuove varianti, come Omicron, presenta un rischio continuo di cui dobbiamo essere consapevoli, che potrebbe cambiare le prospettive in modo abbastanza drammatico. La stragrande maggioranza dei mercati emergenti è sulla buona strada per inoculare il vaccino a gran parte della popolazione nei prossimi mesi. Questo dovrebbe essere chiaramente vantaggioso per quanto riguarda l'attuale ripresa dell'attività economica. Il miglioramento dei risultati riguardanti la pandemia da COVID-19 sarebbe una buona notizia per i mercati emergenti e dovrebbero beneficiarne in particolare le economie basate sui servizi, specialmente quelle che dipendono fortemente dal turismo.

Tuttavia, non c'è modo di sfuggire al fatto che la crescita economica dei mercati emergenti sarà più lenta nel 2022. Molte delle economie hanno già recuperato ai livelli pre-pandemici, e questo naturalmente rende più difficile sostenere tassi di crescita superiori al trend. Per il 2021, la crescita è parsa maggiore grazie al confronto coi livelli di base dell'anno scorso, e ciò praticamente garantisce dei tassi di espansione più lenti nel 2022. Andando oltre questi tecnicismi, ci sono alcune ragioni più fondamentali per aspettarsi un rallentamento della crescita.

I downgrade delle nostre proiezioni di crescita dei mercati sviluppati comportano che la domanda di beni manufatti probabilmente si affievolirà nel corso di quest'anno. Il commercio globale è un importante motore della crescita dei mercati emergenti e mentre ulteriori scorte post-pandemia da parte delle aziende potrebbero fornire un sostegno a breve termine, è improbabile che continuino i tassi stellari di crescita delle esportazioni visti durante il 2021. Questo sarà probabilmente negativo per le piccole economie aperte dei mercati emergenti in Asia, in parte dell'Europa centrale e orientale e in Messico.

L'outlook più debole della Cina avrà probabilmente delle implicazioni per alcuni mercati emergenti. Ad esempio, se la ridotta attività del settore immobiliare portasse a una domanda più debole di materie prime come i metalli industriali, ciò colpirebbe le esportazioni delle economie dell'America Latina e dell'Africa sub-sahariana.

All'interno dei mercati emergenti, una politica monetaria e fiscale più rigida peserà sempre più sulla crescita. Il forte aumento dell'inflazione dei mercati emergenti, che ha soffocato molti di loro nel 2021 e ha costretto le banche centrali ad aumenti relativamente aggressivi dei tassi di interesse, dovrebbe attenuarsi. Tuttavia, i tassi più alti solitamente pesano sull'attività con un ritardo da sei a nove mesi. In combinazione con la possibilità di un certo ridimensionamento fiscale, mentre i Governi tentano di riparare i danni alle posizioni di bilancio causati dalla pandemia, una politica più rigida sarà probabilmente un freno significativo all'attività. In ultima analisi, ciò potrebbe significare che le banche centrali non realizzeranno tutto l'inasprimento che è stato prezzato sui mercati, aprendo una finestra di opportunità per gli investitori nei mercati locali.

Il risultato è che ci aspettiamo che la crescita del PIL nei mercati emergenti rallenti dal 6,5% previsto nel 2021 a circa il 4,5% nel 2022. Se abbiamo ragione, è improbabile che la crescita in tali mercati superi quella di alcuni mercati sviluppati. E anche se questo non dovrebbe essere una sorpresa completa per gli investitori, un premio di crescita così ridotto ha creato un contesto difficile per i mercati.

Le azioni dei mercati emergenti
Tom Wilson, Head of Emerging Market Equities

Lo stimolo globale in risposta alla pandemia sta ora iniziando a calare. L'anticipazione di condizioni monetarie più rigide ha esercitato una pressione al rialzo sul dollaro statunitense. I colli di bottiglia, le perturbazioni del mercato del lavoro, l'aumento dei prezzi dell'energia e il recupero economico post-pandemia da COVID-19 hanno anche creato un'inflazione più persistente del previsto, che ha alimentato i timori di stagflazione.

C'è una normalizzazione in corso a livello globale, sostenuta dalla distribuzione del vaccino, così come da alti livelli di immunità post-infezione. In generale, questo dovrebbe comportare meno restrizioni future all'attività. Naturalmente, le nuove varianti rappresentano un rischio continuo.

L'inasprimento delle politiche da parte della Fed può essere un ostacolo continuo, ma i mercati emergenti sono più resistenti rispetto all'ultimo ciclo di rialzo dei tassi. In generale, i conti esterni sono in buono stato, il recente afflusso di capitali è stato meno "caldo" rispetto al 2013, le valute dei mercati emergenti sono generalmente a buon mercato e i rendimenti del debito locale di tali Paesi sono relativamente interessanti.

La ridotta disponibilità di credito in Cina si fa sentire. L'azione normativa ha creato incertezza e ha avuto un impatto economico diretto attraverso il settore immobiliare. Ci aspettiamo che la politica diventi più stimolante e che l'impulso di credito raggiunga il minimo e si riprenda.

Nella seconda metà del 2022, c'è il potenziale per un miglioramento delle prospettive macroeconomiche in Cina. Anche se i profitti aziendali saranno colpiti dal rallentamento della crescita di quest'anno, i mercati guardano al futuro e potrebbero iniziare a considerare una ripresa.

I rischi chiave per l'outlook includono la geopolitica, le nuove varianti del COVID-19 in grado di eludere i vaccini, lo scenario in cui l'inflazione non si dimostri transitoria e il futuro percorso di regolamentazione in Cina. Quest'ultimo punto si riferisce agli obiettivi di "prosperità comune" del Governo nell'affrontare la disuguaglianza e migliorare la mobilità sociale. Il ritmo delle nuove iniziative sembra essersi allentato, ma continuiamo a monitorare da vicino gli sviluppi, in particolare in vista del Congresso Nazionale del Partito nel quarto trimestre del prossimo anno.

Nel complesso, le valutazioni dei mercati emergenti non sono a buon mercato rispetto allo storico. Tuttavia, ciò nasconde notevoli variazioni in termini di Paese, settore, titolo e stile d'investimento.

Passando al 2022, potremmo iniziare a vedere un contesto più positivo. La politica monetaria ha anticipato un'inflazione più alta e i tassi reali sembrano interessanti. Se la pressione inflazionistica dovesse allentarsi, ciò potrebbe fornire spazio per un allentamento monetario. Nel frattempo, l'economia cinese ha potenziale per iniziare a migliorare.

A livello di Paesi, manteniamo una visione relativamente meno favorevole sulla Cina, anche se negli ultimi mesi abbiamo ridotto la scala del nostro sottopeso. Anche se continuiamo a vedere prospettive promettenti a lungo termine in India, sostenute dal progresso delle riforme, le valutazioni costose continuano a moderare il nostro appetito.

Al contrario, ci piacciono i mercati emergenti dell'Europa orientale di Polonia e Ungheria, dove la crescita economica è forte e le valutazioni sono ragionevoli. La Russia è un mercato da noi favorito, date le valutazioni convenienti e poiché è un beneficiario dei prezzi più alti delle materie prime. Tuttavia, i rischi geopolitici persistono, e stiamo monitorando attentamente gli sviluppi, dato il recente aumento delle tensioni con l'Occidente.

Anche il Brasile potrebbe presentare un'opportunità nel 2022: le valutazioni riflettono un elevato rischio politico e un'inflessione potrebbe creare margine per un allentamento monetario nell'ultima parte del prossimo anno. Rimaniamo modestamente sovrappesati sulla Corea grazie a un'ampia selezione di opportunità azionarie e a valutazioni interessanti.

Il debito dei mercati emergenti
James Barrineau, Head of Global EMD Strategy

Mentre gli investitori potrebbero temere gli effetti di un aumento dei tassi di interesse statunitensi, i mercati sono macchine da sconto e molto è stato prezzato. Il dollaro è in rialzo del 18% rispetto all'inizio del ciclo precedente. Le banche centrali dei Paesi emergenti hanno implementato aumenti preventivi per molti mesi. E le valute, in generale, non hanno mai riguadagnato completamente i propri livelli di valutazione reale dal periodo precedente al primo ciclo di tapering. Stavolta le valutazioni sono molto più brillanti.

Se l'inflazione si modera e torna vicino ai livelli target della Banca Centrale nel 2022, allora le prospettive per gli investitori EMD in valuta locale potrebbero essere molto brillanti. Nel corso di quest'anno, il rendimento del mercato EMD locale, misurato dall'indice GBI-EM Global Diversified, è salito dal 4,2% al 5,65% con il progredire dei cicli di rialzo. Lo spread - o differenza di rendimento - rispetto ai Treasury di duration simile è salito a poco più di 430 punti base.

Le banche centrali più credibili, come quelle di Russia e Messico, saranno probabilmente le prime a frenare i rialzi. Altre in Europa centrale e in Brasile impiegheranno altri mesi per frenare le tendenze dell'inflazione. I Paesi asiatici sono più vicini alla credibilità dei mercati sviluppati rispetto ad altre regioni dei mercati emergenti, e mentre i rendimenti locali sono più bassi, la volatilità della valuta è anche molto più contenuta. Nel corso del 2022, ci aspettiamo che praticamente tutta l'asset class abbia completato i cicli di rialzo e si ritrovi con tassi d'interesse reali ben al di sopra delle controparti sviluppate, forse con cicli di taglio dei tassi in vista.

Le valute dovranno cooperare con una visione rialzista dei tassi affinché la maggior parte degli investitori sia invogliata a investire. La stabilità del renminbi cinese, dove i tassi reali - cioè al netto dell'inflazione - sono i più positivi dell'asset class, segnala che i tassi positivi sono una forte attrattiva nonostante i significativi problemi sovrani. Nella regione privilegiamo anche la Malesia e l'Indonesia su una base simile. Il rublo russo sembra quasi a prova di proiettile con solidi conti esterni. In America Latina, il Messico si distingue per la vicinanza agli Stati Uniti e la mancanza di tensioni fiscali.

Sul lato del debito in dollari, le prospettive sono meno brillanti. Nel debito IG dei mercati emergenti, lo spread rispetto ai Treasury statunitensi è storicamente basso, ma offre ancora un modesto aumento rispetto al debito sviluppato con rating simile, che ha ancorato la stabilità. Gli spread dei titoli dei mercati emergenti ad alto rendimento sono più attraenti di quelli statunitensi, ma mancano di un ambiente operativo stabile. Essere attivi e adottare un approccio selettivo è fondamentale. Alcuni crediti con rating più basso faticheranno parecchio con i requisiti di finanziamento e la necessità di una stretta fiscale (molti Paesi sub-sahariani e di frontiera). Altri potrebbero non essere candidati al default, ma dovranno confrontarsi con le politiche atte a riconquistar  la sostenibilità del debito mentre la crescita e la spesa rallentano.

Informazioni importanti
Il valore e il reddito degli investimenti possono aumentare o diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare il capitale iniziale.