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Lo shock del coronavirus non frena le previsioni degli investitori


Secondo l'ultimo Global Investor Study di Schroders, gli investitori continuano a sperare in rendimenti totali annuali a doppia cifra, nonostante il colpo inflitto dalla pandemia all'economia globale.

Dietro tale costante ottimismo sembra esserci la solida performance del mercato azionario degli ultimi anni. In media, le stime dei rendimenti futuri sono leggermente più elevate nel 2020 rispetto al 2019. Aumentando per il terzo anno consecutivo. Tuttavia, è stato un anno particolare, dato che tali previsioni sono state fatte in un contesto di volatilità estrema. La pandemia ha posto fine al più lungo periodo di espansione economica globale della storia e portato, invece, la più profonda recessione dalla depressione degli anni 30.

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Sorprendentemente, la turbolenza che si è scatenata sui mercati agli inizi del 2020 - quando la portata della pandemia è diventata evidente e molte economie mondiali hanno attuato misure di lockdown - non sembra aver intaccato l'ottimismo dei risparmiatori.

Tra il 30 aprile e il 15 giugno 2020 Schroders ha condotto una ricerca indipendente su oltre 23.000 investitori in 32 Paesi a livello mondiale. Tra metà febbraio e metà marzo, i mercati azionari globali hanno perso più del 30%*. In quelle settimane, Germania, Francia, Regno Unito e gran parte degli USA hanno chiuso le proprie economie per contenere la diffusione del virus.

Malgrado il rally dei mercati azionari mondiali iniziato ad aprile - quando alcuni Paesi hanno iniziato a riaprire le prime attività economiche e sociali - i mercati sono rimasti significativamente sotto tono rispetto all'inizio dell'anno.

Speranze per rendimenti solidi? Dipende da dove si vive

L'indagine di Schroders suggerisce che le prospettive degli investitori circa i rendimenti futuri sono fortemente legate alla località in cui vivono.
Negli USA, dove le azioni hanno registrato tra i maggiori guadagni degli ultimi anni, gli investitori prevedono ora un rendimento annuo di oltre il 15%. Si tratta della stima più elevata nei 32 Paesi coperti dalla ricerca. Per contro, nei mercati caratterizzati da rendimenti storici più deboli, come il Giappone, le aspettative sono più caute - inferiori al 6%.

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Paese per Paese: rendimento annuo totale medio atteso dai portafogli di investimento nei prossimi cinque anni 

Gli investitori statunitensi sono diventati più ottimisti...

Gli Stati Uniti sono un esempio di regione in cui gli investitori sembrano essere diventati molto più ottimisti rispetto allo scorso anno.  I risparmiatori statunitensi intervistati a maggio 2019 prevedevano un rendimento annuo futuro del 10,3%, decisamente a metà dello spettro. Nel periodo immediatamente successivo, tuttavia, sono diventati evidentemente più positivi.  Potrebbe essere legato al fatto che le azioni USA hanno registrato un'ottima performance nel 2019, con l'S&P500 in rialzo del 25% circa?**
Le altre differenze a livello geografico sono rimaste ampiamente invariate tra il 2019 e il 2020. Gli investitori di numerosi Paesi emergenti quali Indonesia, Argentina, Brasile, India e Cile sono tra quelli con le maggiori speranze sui futuri rendimenti dei loro portafogli, in quanto stimano tutti una performance superiore al 12%.

...ma in Europa le speranze sono tuttora modeste

Gli investitori europei sono di gran lunga meno ottimisti: in Germania, Francia, Italia e Svizzera le attese per i futuri rendimenti del 2020 sono ai minimi.  La situazione è sostanzialmente in linea con le aspettative del 2019.

Nel Regno Unito le speranze degli investitori si confermano a metà strada. Le previsioni circa il rendimento annuo futuro sono salite dal 9,3% nel 2019 all'11,1% nell'anno in corso.

Esiste un legame tra le previsioni degli investitori e la performance finanziaria passata?

Il 2019 è stato un anno favorevole per i mercati azionari nel complesso, e ciò potrebbe in parte spiegare il generale incremento dell'ottimismo degli investitori intervistati quest'anno.

Tuttavia, una precedente ricerca basata sui risultati del Global Investor Study di Schroders non ha rilevato alcun collegamento evidente tra la performance passata del mercato e i rendimenti attesi.

Il 2018, ad esempio, è stato ampiamente deludente per i mercati mondiali. L'indagine condotta nel maggio 2019 ha rilevato che le stime dei risparmiatori oscillavano tra il 15,8% (Argentina) e il 6,5% (Belgio). Di fatto, l'anno scorso solo in tre località su 32 i rendimenti attesi dagli intervistati hanno sottoperformato gli effettivi risultati generati nei precedenti 12 mesi.  In conclusione, le speranze degli investitori si sono rivelate irrealistiche e tendenzialmente sbagliate, e “le attese complessive per i prossimi cinque anni superano i rendimenti conseguiti da quasi tutte le piazze azionarie negli ultimi cinque anni.”

Sebbene i rendimenti storici del mercato azionario possano essere uno dei fattori che influiscono sulle previsioni degli investitori, non sono da escludere i tassi d'interesse e di inflazione delle singole economie. 
Secondo i sondaggi del 2019 e del 2020, gli investitori con le previsioni di rendimento più elevate vivevano tendenzialmente nei Paesi con i più alti tassi di inflazione e d'interesse.  Tali fattori comportano in genere un rendimento nominale più elevato da liquidità e altre forme di risparmio.

In Europa e Giappone, per contro, tassi di gran lunga inferiori sembrano aver ridotto le aspettative dei risparmiatori a lungo termine.  L'ultima indagine colloca gli investitori svizzeri e giapponesi ai limiti bassi della gamma delle previsioni. Entrambi i mercati presentano alcuni dei tassi più ridotti a livello globale, poiché le rispettive banche centrali hanno tagliato i tassi al di sotto dello zero più di quattro anni fa.

Ha commentato così Rupert Rucker, Head of Income di Schroders: "L'efficacia di questa ricerca unica risiede nel fatto che grazie ai risultati di ogni anno consecutivo otteniamo un quadro più chiaro di quali siano le speranze degli investitori, nonché una maggiore comprensione di cosa sostenga le loro aspettative.
“È estremamente interessante che malgrado l'impatto del Coronavirus - e i relativi significativi effetti sulle nostre vite e sul lavoro - gli investitori abbiano ancora fiducia nella generazione di rendimenti dai rispettivi risparmi.  Si potrebbe affermare che alcune aspettative siano irrealistiche. Tuttavia, si può anche notare che forse gli investitori stanno prendendo coscienza del fatto che i rendimenti del mercato non equivalgono alla crescita economica.

“In linea con le nostre previsioni precedenti alla pandemia, crediamo fermamente che tra i principali trend futuri vi saranno tassi ridotti a lungo termine. Sul lungo periodo riteniamo anche che ci saranno forze disruptive sui mercati e che sarà sempre più difficile trovare rendimenti nel complesso. Ma negli ultimi anni, a partire dalla crisi finanziaria, abbiamo più volte notato che esistono investimenti che possono generare rendimenti anche in contesti più ardui.”
 
*L'indice MSCI WORLD ha ceduto il 34% tra il 12 febbraio e il 23 marzo. **L'S&P500 è avanzato del 29,7% nel 2019. Fonte: Refinitiv