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Le decisioni degli investitori sono dettate dai principi morali o dal rendimento?


Investire è una scelta individuale basata su molteplici fattori. Tra questi i valori personali su cui gran parte degli intervistati non intende fare sconti.

Secondo le ultime ricerche, al momento di prendere una decisione di investimento, oltre i 3/4 degli investitori (77%) non intendono scendere a compromessi in relazione ai propri principi, neppure in presenza di rendimenti più elevati.

È quanto emerge dal Global Investor Study 2020 di Schroders, che ha raccolto le opinioni di oltre 23.000 investitori di 32 località in tutto il mondo tra il 30 aprile e il 15 giugno.

Qual è il tuo prezzo? Per scegliere strumenti contrari ai propri valori personali, gli investitori richiedono un rendimento del 21%

Il 23% dei partecipanti sarebbe disposto a scendere a compromessi qualora i rendimenti fossero consistenti – almeno pari al 21%.

Tale dato è quasi il doppio rispetto al rendimento medio annuo che gli investitori si aspettano nei prossimi 5 anni.

La saggezza aumenta con l'età? Gli investitori più giovani sono più propensi a scendere a compromessi per ottenere rendimenti maggiori

Sembra inoltre che con l'avanzare dell'età gli investitori siano sempre meno disposti a fare sconti sui loro valori.

Rispettivamente il 75% e il 76% degli appartenenti alla categoria 18-37 anni e alla generazione X (38-50 anni) non prenderebbe decisioni di investimento in contrasto con i propri principi, mentre l'82% degli over 51 non anteporrebbe rendimenti più elevati ai valori personali.

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Il fattore geografico: valori personali vs. rendimenti, per area di provenienza

I risultati variano sensibilmente a seconda del Paese di provenienza.

I dati indicano che i cinesi sono i più propensi a investire in linea con i propri principi: il 90% degli intervistati infatti dichiara di non essere disposto a fare sconti sui propri valori.

All'estremo opposto si collocano gli investitori di Stati Uniti e Singapore: un terzo degli intervistati infatti prenderebbe decisioni di investimento in contrasto con i propri principi per ottenere rendimenti più elevati.

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Sempre più investitori sono coscienti che non sia necessario sacrificare i rendimenti

Da studi precedenti era emerso che gli investitori temono di dover rinunciare ai rendimenti in nome della sostenibilità.

Tuttavia è incoraggiante notare che, secondo lo studio di quest'anno, il 42% degli investitori è interessato agli investimenti sostenibili poiché ritiene abbiano maggiori probabilità di offrire rendimenti più elevati.

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Hannah Simons, Head of Sustainability Strategy, ritiene che i risultati siano nel complesso incoraggianti. Dichiara infatti: “I risultati dell'indagine di quest'anno parlano chiaro: i rendimenti non sono l'unico fattore di cui si tiene conto nelle decisioni di investimento. Le persone desiderano che gli investimenti riflettano i propri valori e contribuiscano a rendere la società più sostenibile".

“Non è necessario sacrificare la performance in nome della sostenibilità ed è positivo che di anno in anno tale assunto trovi sempre maggior riscontro nei dati".

“La comunicazione è essenziale per consentire agli investitori di comprendere che cosa significhi davvero investire nella sostenibilità e quali siano gli effetti dell'investimento sostenibile sui loro portafogli, un aspetto estremamente importante per noi".

Tra il 30 aprile e il 15 giugno 2020 Schroders ha commissionato a Raconteur un'indagine online indipendente su 23.450 investitori di 32 località di tutto il mondo. Ai fini dell'indagine, vengono definiti "investitori" coloro che intendono investire almeno 10.000 Euro (o un importo equivalente) nei prossimi 12 mesi e che hanno apportato modifiche ai propri investimenti negli ultimi dieci anni.