In focus - Parola d'esperto

29 motivi per non investire nell’azionario globale

Gli shock di mercato dell’ultimo trentennio

24/01/2019

David Brett

David Brett

Investment writer

Guerre, disastri naturali, conflitti economici e instabilità politica hanno caratterizzato l'ultimo trentennio. Tali eventi possono influenzare la propensione all'investimento.

In molti casi rendono ancora più ardua la già difficile decisione di separarsi dai propri risparmi per investirli; alcune persone infatti scelgono di non investire del tutto. Gli esperti di scienze comportamentali si riferiscono a tale fenomeno con il nome di avversione alle perdite e stimano che il dolore psicologico derivante dalla perdita è due volte più intenso del piacere relativo al guadagno. Pertanto, alcuni decidono di evitare i rischi riconducibili agli investimenti.

Eppure, come dimostrato dalla ricerca effettuata da Schroders, il mancato investimento nel mercato azionario negli ultimi 30 anni potrebbe aver avuto delle conseguenze infelici.

Qualora aveste deciso di non investire, gli effetti negativi dell'inflazione e di tassi di interesse ai minimi storici avrebbero eroso il valore del vostro denaro. L'esposizione al mercato azionario comportava dei rischi [possibilità di perdere tutto il capitale investito], ma poteva anche sostenere i rendimenti.

Risultati della ricerca di Schroders ponderati per gli effetti dell'inflazione:

  • $1.000 nascosti sotto il materasso all'inizio del 1989 varrebbero oggi $232 a causa degli effetti dell'inflazione – crescita annua del -5,1%.
  • $1,000 investiti nell'indice MSCI World, che misura i mercati azionari globali, all'inizio del 1989, con il reinvestimento totale dei proventi, oggi varrebbero $1.983 – crescita annua del 2,5%.

La tabella che segue illustra la variazione annua del valore reale di $1.000 investiti in titoli azionari globali o lasciati sotto il materasso.

Si rammenta che le performance passate non sono indicative dei risultati futuri e che il capitale è a rischio con qualsiasi tipo di investimento.

Possibile aumento (o diminuzione) del valore di $1.000 dal 1989

Le informazioni riportate non intendono fornire una consulenza di alcun tipo. Schroders ritiene attendibili le informazioni contenute nel presente documento, ma non ne garantisce la completezza o la precisione. Le performance passate non sono indicative delle performance future e potrebbero non ripetersi.

Fonte: Schroders. Dati Refinitiv per l'indice MSCI World, in USD, al 3 gennaio 2019. Dati sull'inflazione globale forniti dalla Banca Mondiale.

 

Breve storia dei crolli dei mercati azionari dal 1989

Negli ultimi 30 anni abbiamo visto alcune delle flessioni dei mercati azionari più marcate della storia.

Nel 1990 i titoli azionari globali, in particolare quelli giapponesi, hanno evidenziato un forte calo a causa della crisi bancaria del Paese. L'indice MSCI World ha ceduto il 16,5%. Tale periodo è stato caratterizzato inoltre da una recessione a livello mondiale.

A fine anni '90 i titoli si sono ripresi, ma il rally è terminato bruscamente all'inizio del 2000. Per tre anni consecutivi, dal 2000 al 2002, l'MSCI World è arretrato. 

Con lo scoppio della bolla delle dot-com, nel 2000, i titoli tecnologici con rating elevato sono stati oggetto di un sell off che ha dato inizio a un periodo difficile per l'azionario globale. Il devastante attacco al World Trade Centre di New York nel 2001 ha scatenato una crisi economica mondiale nel 2002. Tra il 31 dicembre 1999 e il 31 dicembre 2002 l'MSCI World ha ceduto il 41,5%.

                         

La crisi finanziaria globale del 2008, causata dal graduale crollo del mercato residenziale USA nel 2007, ha portato alla recessione globale più profonda dagli anni '30. Nel 2008 l'MSCI World ha perso il 40,3%, registrando la performance annuale peggiore dal 1989.

La tabella seguente mostra la possibile crescita su base annua dei rendimenti dei vostri investimenti tra il 1989 e il 2017. Illustra inoltre i potenziali effetti negativi dell'inflazione sul patrimonio che non viene investito e le probabili scuse addotte per non investire negli anni citati.

 

Rendimenti su $1.000 anno per anno dal 1989

Anno

Un motivo per non investire?

Livello dell'MSCI World a fine anno (EoY)

% variazione dell'MSCI World a/a

Tasso di inflazione medio

Valore di $1.000 investiti in titoli azionari globali (EoY)

Valore di $1.000 né risparmiati né investiti (EoY)

1989

Crisi dei junk bond

1206

17,2%

6,8%

$1.104

$932

1990

Recessione

1007

-16,5%

8,1%

$833

$857

1991

Crisi economica in India

1197

19,0%

9,0%

$916

$780

1992

Il Regno Unito esce dagli Accordi europei di cambio (AEC)

1142

-4,7%

7,5%

$804

$721

1993

Crisi bancaria in Svezia

1406

23,1%

6,8%

$936

$673

1994

Guerra dei Balcani

1484

5,6%

10,3%

$892

$603

1995

Crisi della tequila

1801

21,3%

9,2%

$1.000

$548

1996

Il Presidente della Fed mette in dubbio le valutazioni dei mercati azionari

2053

14,0%

6,6%

$1.075

$512

1997

Crisi asiatica

2386

16,2%

5,5%

$1.190

$484

1998

Crisi finanziaria in Russia

2977

24,8%

5,1%

$1.424

$459

1999

Crisi economica in Argentina

3732

25,3%

3,2%

$1.739

$444

2000

Bolla dot-com

3250

-12,9

3,5%

$1.453

$429

2001

Attacco terroristico alle Torri Gemelle

2713

-16,5%

4,0%

$1.155

$412

2002

Crollo del mercato azionario

2183

-19,5%

2,9%

$896

$400

2003

Guerra in Iraq

2919

33,8%

3,0%

$1.171

$388

2004

Attacco terroristico a Madrid

3365

15,2%

3,4%

$1.310

$374

2005

Attacchi a

Londra/Uragano Katrina

3702

10,0%

4,1%

$1.388

$359

2006

Bolla del mercato residenziale

4466

20,7%

4,3%

$1.615

$344

2007

Crisi dei mutui subprime

4894

9,6%

4,8%

$1.692

$327

2008

Crisi finanziaria globale

2920

-40,3%

9,0%

$858

$298

2009

Recessione globale

3819

30,8%

2,9%

$1.097

$289

2010

Crisi del debito sovrano europeo

4290

12,3%

3,4%

$1.196

$280

2011

Crisi del debito greco - bailout

4075

-5,0%

4,8%

$1.078

$266

2012

Gli USA sono prossimi al fiscal cliff (tagli alla

spesa e aumenti delle imposte)

4749

16,5%

3,7%

$1.216

$256

2013

La Russia invade l'Ucraina

6048

27,4%

2,6%

$1.517

$250

2014

Crisi economica in Brasile

6381

5,5%

2,4%

$1.565

$244

2015

Crollo del mercato azionario cinese

6361

-0,3%

1,4%

$1.538

$240

2016

Il Regno Unito vota per l'uscita dall'UE

6879

8,2%

1,5%

$1.640

$237

2017

Aumento dei voti ai partiti populisti

8466

23,1%

2,2%

$1.983

$232

I rendimenti passati non sono un indicatore dei risultati futuri e potrebbero non ripetersi.

Fonte: Schroders. Dati Refinitiv per l'indice MSCI World total return, dividendi compresi, in USD, al 3 gennaio 2019. Dati sull'inflazione forniti dalla Banca Mondiale. 

Nick Kirrage, fund manager e autore del blog sull'investimento Value Perspective, scrive spesso riguardo la pericolosità della paura. 

“Gli investitori rischiano di dimenticare quanto la situazione sia sembrata e sia stata critica in passato", ha dichiarato. "Potrebbero pertanto agire - o non agire - in modo tale da intaccare il loro patrimonio personale per i prossimi decenni.

“In base ai nostri dati gli investitori che invece avevano scelto di mantenere la propria liquidità avrebbero perso i propri risparmi a causa dell'inflazione durante un rally del mercato azionario. A dire il vero, nell'ultimo secolo ci sono stati molti altri periodi che ci portano alle stesse conclusioni. Persino durante la seconda guerra mondiale, i mercati azionari degli USA e del Regno Unito hanno offerto rendimenti discreti.

“La verità è che non esiste un momento "perfetto" per investire in titoli azionari. Se aspettate troppo, non investirete mai e, nel lungo periodo, potreste conseguire perdite ingenti."

Le opinioni sopra riportate non devono essere considerate attendibili né interpretate come una consulenza e/o una raccomandazione. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri e il valore del vostro capitale, se investito, potrebbe diminuire.

 

Le opinioni e i pareri contenuti nel presente documento sono stati espressi da David Brett, Investment Writer, Schroders e non rappresentano necessariamente la visione aziendale formulata in altre comunicazioni, strategie o comparti di Schroders.
Il presente documento ha scopo meramente informative.  Le informazioni qui contenute non rappresentano una consulenza, una raccomandazione o materiale di ricerca finalizzato all'investimento e non tengono in considerazione le specificità dei singoli destinatari. Il presente materiale non intende fornire una consulenza contabile, legale o fiscale e non deve essere utilizzato in tal senso. Schroders ritiene attendibili le informazioni qui contenute ma non ne garantisce la completezza o la precisione. Schroders non si assume alcuna responsabilità per fatti o giudizi errati. Nell’assumere le proprie decisioni strategiche e/o sulle singole operazioni finanziarie, gli investitori non devono fare affidamento sulle opinioni e sulle informazioni riportate nel presente documento. I rendimenti passati non sono un indicatore dei risultati futuri, i prezzi delle azioni e l'utile che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l'importo investito in origine.
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