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Perspective - Parola d'esperto

Clima: siamo a un punto di svolta

Ondata di energia pulita a basso costo in arrivo

04/10/2019

Simon Webber

Simon Webber

Gestore di portafoglio

Gli sforzi volti a contenere il cambiamento climatico potrebbero essere a un punto di svolta. L’ondata di sostegno ai candidati del Partito dei Verdi nelle elezioni di maggio per il Parlamento Europeo ha scatenato una pletora di articoli che hanno messo in luce i costi del cambiamento climatico e le implicazioni di tipo regressivo per coloro che hanno redditi bassi.

L’opinione è che i sussidi a supporto dell’energia rinnovabile vengano subiti maggiormente dalle fasce più povere della società. Si tratta di una visione molto retrograda, basata per lo più su un assunto che ora non regge più.

Nel prossimo decennio, ci aspettiamo che un’ondata di energia rinnovabile a basso costo metta pressioni al ribasso – e non al rialzo – sui prezzi energetici. Ciò a sua volta renderà i veicoli elettrici un’opzione più abbordabile rispetto agli altri veicoli con motori a combustione inquinanti.

La convinzione politica comune sul fatto che affrontare il cambiamento climatico con un’azione massiccia sia un lusso liberale subirà probabilmente delle trasformazioni. Sarà sostituita da una serie simbiotica di politiche sociali e d economiche volte a dare un’accelerata all’abbandono dei carburanti fossili.

Le mentalità obsolete persistono nonostante i prezzi più bassi di energia solare ed eolica

Le energie rinnovabili ora sono più convenienti, ma la mentalità resta obsoleta.
Il 30% della produzione di energia in Europa che proviene da fonti rinnovabili è stato possibile solo grazie a notevoli sussidi dei contribuenti, con un iniziale aumento delle bollette energetiche per i consumatori.
Tuttavia, la combinazione di sviluppo tecnologico e progressi su scala industriale ha portato i costi non sovvenzionati dell’energia solare ed eolica al di sotto della media dei prezzi “all’ingrosso” nell’Europa continentale.

Lo stesso vale per gli Stati Uniti e per molte altre aree nel mondo. Non a caso, l’anno scorso James Robo di Next Era Energy, il più grande sviluppatore di rinnovabili negli Stati Uniti, ha stimato che entro i primi mesi del 2020 il costo totale di costruzione di nuovi impianti eolici e solari sarà inferiore anche ai costi variabili richiesti per il funzionamento di quelli energetici o a carbone esistenti, la cui operatività diventerebbe economicamente insensata.

Tutto ciò significa che d’ora in poi, man mano che l’utilizzo di fonti rinnovabili aumenterà, queste inizieranno a esercitare una forza deflazionistica sui prezzi energetici nel loro complesso. Maggiore sarà la quantità di elettricità ottenuta da fonti rinnovabili a costi minori, maggiore sarà l’incentivo a espellere dal sistema la produzione di carburanti fossili a costi più elevati.

E i costi dei veicoli elettrici caleranno in concomitanza con quelli energetici. I costi delle batterie stanno scendendo rapidamente e l’energia a buon mercato offrirà ulteriore supporto affinché il costo totale per i veicoli elettrici scenda sotto l’equivalente con motore a combustione nel giro di pochi anni.

L’energia rinnovabile sta rendendo la mobilità elettrica più accessibile

Come tante altre questioni legate al cambiamento climatico, l’importanza di questa transizione viene sottovalutata dai mercati finanziari: gli investitori sembrano riluttanti nel prevedere un futuro in cui le rinnovabili e lo stoccaggio di energia domineranno i mercati energetici.

Negli ultimi anni è stato un argomento molto incisivo e ben sfruttato dall’industria e da diversi politici, per spiegare che affrontare il cambiamento climatico comporta un regresso sociale.
Al contrario, invece di rappresentare una tassazione di ispirazione liberale imposta sui poveri (che spendono una porzione maggiore del proprio reddito su riscaldamento ed elettricità), le fonti rinnovabili ora stanno rendendo l’energia e la mobilità elettrica più a buon mercato, fatto che probabilmente sarà sempre più riconosciuto da parte di tutta la classe politica.

Sarà anche sempre più evidente che coloro che si opporranno a questa tesi siano mossi in gran parte dal proteggere i propri interessi, a spese di consumatori e contribuenti.

Detto questo, resta il fatto che l’energia rinnovabile contrasterà solo una parte delle fonti di emissione di gas serra che devono essere eliminate entro il 2050. Attualmente, settori come il cemento, l’aerospaziale e l’allevamento di bestiame non dispongono di soluzioni tecnologiche per eliminare le emissioni prodotte. In altre industrie, come quella chimica, e per molti prodotti di consumo, esistono delle soluzioni, ma più costose e inflazionistiche.

“Se ci basassimo tutti sulla convinzione che ciò che è accettato come vero sia anche realmente vero, allora ci sarebbero poche speranze per il progresso” - Orville Wright, inventore americano.

Nonostante la consapevolezza lungimirante, persino Orville Wright non riuscì a superare le proprie convinzioni quando disse che “nessuna macchina potrà mai volare da New York a Parigi”.

Con l’energia rinnovabile ora abbiamo una visione chiara di ciò che sarà possibile nel prossimo decennio – energia più pulita e minori prezzi dei trasporti. Dobbiamo quindi sperare e credere che la tecnologia ci aiuterà ad arrivare a un’economia a zero emissioni. Si tratta forse di un traguardo meno raggiungibile rispetto a quanto non sembrasse agli occhi di Wright nel 1909 volare a Parigi da New York?