Istantanea

La BCE amplia il QE

Come promesso durante lo scorso meeting del Consiglio Direttivo, la BCE ha annunciato ulteriori stimoli per sostenere la ripresa economica. Ciò fa seguito alle nuove restrizioni introdotte il mese scorso per limitare la diffusione del coronavirus.

Il PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) verrà incrementato di ?500 miliardi, per un totale di ?1.850 miliardi. Gli acquisti verranno estesi almeno fino alla fine di marzo 2022.

Prima dell'annuncio, gli acquisti nell'ambito del PEPP sarebbero dovuti terminare nel secondo trimestre del 2021 e il QE sarebbe quindi passato da circa ?330 miliardi di acquisti per trimestre a solo ?60 miliardi per trimestre. A questo punto sarebbe rimasto in vigore solo il programma di acquisto di asset tradizionale (circa ?20 miliardi al mese).

L'aumento appena annunciato implica che, se ripartiti in modo uniforme, gli acquisti passeranno da ?370 miliardi nel quarto trimestre, a ?430 miliardi nel primo e secondo trimestre del 2021. Tra il terzo trimestre dell'anno prossimo e il primo trimestre del 2022 scenderanno poi a ?160 miliardi.

In definitiva, sembra che la BCE non voglia che il QE rallenti prima che i governi dell'UE abbiano avuto la possibilità di iniziare a spendere il Recovery Fund europeo. Attualmente, il processo di accordo e di distribuzione dei fondi è stato contrastato da Ungheria e Polonia: protestano contro le clausole che potrebbero portare al blocco dei fondi per i due Paesi a causa del loro mancato rispetto di alcune normative europee.

Ci aspettiamo che venga raggiunto un accordo tra l'UE e questi due Stati membri o che il resto dell'Unione faccia pressioni per escluderli.

Le nostre previsioni indicavano una distribuzione più equa, con ?750 miliardi di acquisti aggiuntivi. Tuttavia, non è detto che tale cifra non verrà raggiunta in un secondo momento. Dall'altro lato, è chiaro che gli investitori sono rimasti un po' delusi dall'entità dell'incremento negli acquisti, dal momento che i rendimenti delle obbligazioni sovrane sono leggermente aumentati e l'euro si è apprezzato rispetto al dollaro USA.

Sono state annunciate anche misure aggiuntive di liquidità volte a consentire al sistema bancario di aumentare i prestiti, e tali misure sono state estese fino a ben oltre l'inizio del 2022. I tassi di interesse sono stati tenuti fermi sullo zero e il tasso sui depositi a -0,5%. Guardando avanti, l'estensione del programma di quantitative easing e le misure di liquidità suggeriscono che i tassi non verranno alzati almeno fino al 2024.

D'altra parte, con i livelli di indebitamento pubblico in rapido aumento, la BCE potrebbe essere costretta a continuare ad aggiungere stimoli anche solo per non rischiare un'altra crisi del debito sovrano.


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