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La crisi europea del gas impatterà sull'inflazione?


Il prezzo all'ingrosso del gas naturale in Europa è aumentato del 380% da inizio anno, sollevando preoccupazioni sul potenziale impatto sull'inflazione. Dato che le famiglie hanno poca scelta se non quella di pagare l'aumento di tale prezzo, ciò potrebbe avere un impatto negativo sulla domanda di altri beni e servizi, con un aumento del rischio di inflazione indiretta, o di inflazione salariale.

Perché i prezzi sono aumentati così tanto?

Ci sono diversi fattori sia sul lato della domanda che dell'offerta che hanno contribuito a questo rialzo dei prezzi.

Sul lato della domanda, l'aumento dei consumi energetici nel 2020 ha portato alla riduzione delle riserve all'avvicinarsi dell'inverno. Le cause di tale aumento sono imputabili, secondo la Commissione Europea, all'inverno più freddo e all'estate molto più calda del solito nel 2020. Anche l'abbandono graduale dei combustibili più inquinanti, a favore del gas, ha giocato un ruolo, così come il maggiore lavoro da casa. Infine, anche se in misura minore, l'aumento delle vendite e dell'uso di veicoli elettrici ha fatto crescere la domanda di elettricità.

Sul lato dell'offerta invece, le due principali fonti di gas naturale, Norvegia e Russia, hanno entrambe ridotto l'output quest'anno. La Norvegia ha visto una riduzione del 3% (a luglio 2021), con -7,2% sul fronte esportazioni. Anche il Regno Unito ha visto una riduzione della produzione del 28%, con l'export in calo del 59,2%.

Inoltre, la maggiore domanda da parte dell'Asia, e soprattutto della Cina, ha implicato che parte dell'offerta russa sia stata dirottata qui. Alcuni accusano anche la Russia di aver limitato l'offerta per guadagnare supporto politico sull'approvazione del gasdotto Nord Stream 2, che collegherebbe Russia e Germania, bypassando l'Ucraina, accusata di sottrarre il gas diretto all'Europa. Il gasdotto ha diversi oppositori, compresi gli USA, dato che la maggiore dipendenza dall'offerta russa rappresenterebbe un rischio geopolitico.

I Paesi più impattati

Secondo i dati del 2018 dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), tra le economie europee più grandi, i Paesi Bassi sono i più dipendenti dal gas naturale, che rappresenta il 43% del loro uso totale di energia. L'Italia è al secondo posto (41%), seguita dal Regno Unito (39%).

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All'opposto, la Svezia usa gas solo per il 2%, avendo investito fortemente sulle rinnovabili, che oggi contano per il 38%. In generale il dato aggregato per l'Eurozona, simile a quello della Germania, mostra una percentuale di uso di gas del 25%.

L'impatto sull'inflazione dell'Eurozona

Le nostre ultime stime prevedevano l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) al 2,1% nel 2021 e all'1,7% nel 2022. La nostra analisi segnala che un aumento del prezzo all'ingrosso del gas dovrebbe pesare sull'inflazione nel 2022, nell'ordine di 0,5-0,6 punti percentuali - ciò significa che l'inflazione aumenterà di nuovo nel 2022, per poi scendere nel 2023.

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Possibili sorprese (al rialzo e al ribasso)

Questo è soltanto un primo tentativo di stimare l'impatto dell'aumento del prezzo del gas, ci sono tuttavia altri fattori che dovranno essere presi in considerazione, prima del nostro aggiornamento formale delle previsioni a novembre.

Per esempio, un inverno molto freddo potrebbe portare il prezzo del gas a salire ulteriormente, come già visto nel 2005. Anche i maggiori costi di produzione potrebbero avere degli effetti. Al contrario potremmo vedere una riduzione dei costi se per esempio avremo un inverno più caldo Anche le recenti dichiarazioni della Russia riguardo a un possibile aumento dell'offerta potrebbero avere degli effetti.

Infine, probabilmente i governi interverranno per affievolire l'impatto sulle famiglie, come già fatto da Spagna e Italia.

Conclusioni

L'aumento del prezzo del gas in Europa implicherà bollette più alte nei prossimi mesi, il che probabilmente porterà a una maggiore inflazione nel 2022. Ci aspettiamo che l'aumento dell'inflazione sia temporaneo, tuttavia, le famiglie probabilmente dovranno affrontare una maggiore inflazione indiretta, causata dai maggiori costi di produzione, che impatteranno sui prezzi di beni e servizi. La domanda probabilmente si ridurrà, così come il potere d'acquisto dei consumatori.

La BCE probabilmente passerà oltre questa questione, ma la BoE sembra più divisa. Se i mercati avranno ragione, il Regno Unito dovrebbe aspettarsi un rialzo dei tassi imminente, con altri in arrivo nel 2022. Ciò potrebbe essere visto come un'azione troppo prematura. Tuttavia, noi non crediamo che la BoE seguirà questa strada, poiché aumentare i tassi di interesse, impattando sulla domanda, in una fase cruciale della ripresa post-pandemica sarebbe controproducente, specialmente se l'offerta nell'economia è solo temporaneamente limitata. Le banche centrali hanno cercato disperatamente di far aumentare l'inflazione sin dalla crisi finanziaria globale, ma non auspicavano di certo a questo tipo di inflazione.

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