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Parola d'esperto

UK: Theresa May si dimette

Aumenta il rischio di recessione del Regno Unito

29/05/2019

Azad Zangana

Azad Zangana

Senior European Economist and Strategist

Janet Mui

Janet Mui

Global Economist

A cura degli economisti di Schroders

 

Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist

Theresa May ha annunciato le dimissioni, effettive a partire dal 7 giugno. Ciò innescherà una corsa per la leadership all’interno del Partito Conservatore, il cui vincitore potrebbe anche diventare Primo Ministro.

Le dimissioni di May fanno seguito alla fine delle negoziazioni su Brexit con il partito di opposizione, il Labour Party, che si sono concluse ufficialmente senza accordo.

Al momento il favorito sembra essere l’ex Segretario agli Affari Esteri e ex Sindaco di Londra Boris Johnson. In quanto sostenitore di una hard Brexit potrebbe mirare a un’uscita dall’Unione Europea senza un accordo, nonostante il Parlamento abbia votato a favore alla richiesta di rimuovere questa opzione. Ci potrebbe riuscire semplicemente decidendo di non rispettare la richiesta dell’Ue di continuare a seguire le regole comuni. Ciò probabilmente porterebbe a una conclusione delle relazioni tra le due a ottobre.

Se ciò dovesse accadere, ci aspetteremmo che l’economia rallentasse e cadesse in recessione verso fine anno. La Bank of England alla fine probabilmente taglierebbe i tassi di interesse, ma il deprezzamento atteso della sterlina farebbe impennare l’inflazione. Il settore delle famiglie è già sceso sotto la soglia di sicurezza in termini di tasso di risparmio, e di conseguenza è molto probabile una contrazione della domanda.

 

Janet Mui, Global Economist

La combinazione di riluttanza da parte dell’Unione Europea a rinegoziare l’accordo, avversione per una hard Brexit nel Parlamento e di una posizione potenzialmente più dura sull’uscita da parte del nuovo Primo Ministro suggeriscono che vi sia ulteriore turbolenza politica in arrivo. È difficile immaginarsi come un compromesso tra le varie parti possa essere raggiunto prima del 31 ottobre. In ultima analisi, potrebbe essere necessario un processo politico come elezioni anticipate o un secondo referendum per trovare un modo di procedere.

Come risultato dell’ulteriore incertezza legata alla Brexit, ci aspettiamo che l’attività economica nel Regno Unito debba affrontare nuove difficoltà. Il recente intensificarsi della turbolenza politica ha provocato un sell-off della sterlina, portandola ai minimi degli ultimi quattro mesi rispetto al dollaro.

Per ora la sterlina non ha reagito significativamente dopo le dimissioni di Theresa May. Ciò significa che tale notizia era già stata prezzata. Guardando al futuro, è probabile che la valuta rimanga volatile e soggetta a rischi di ribasso in reazione alle notizie sulla Brexit.

 

 

 

Informazioni importanti: le opinioni e i pareri contenuti nel presente documento sono stati espressi da Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist e Janet Mui, Global Economist di Schroders, e non rappresentano necessariamente la visione aziendale formulata in altre comunicazioni, strategie o comparti di Schroders. Il presente documento ha scopo meramente informativo e non deve essere inteso quale offerta o una sollecitazione ad acquistare o a vendere qualsivoglia tipo di strumento finanziario o titolo o al fine di adottare una determinata strategia di investimento. Le informazioni qui contenute non rappresentano una consulenza, una raccomandazione o materiale di ricerca finalizzato all'investimento e non tengono in considerazione le specificità dei singoli destinatari. Il presente materiale non intende fornire una consulenza contabile, legale o fiscale e non deve essere utilizzato in tal senso. Schroders ritiene attendibili le informazioni qui contenute ma non ne garantisce la completezza o la precisione. Schroders non si assume alcuna responsabilità per fatti o giudizi errati. Nell’assumere le proprie decisioni strategiche e/o sulle singole operazioni finanziarie, gli investitori non devono fare affidamento sulle opinioni e sulle informazioni riportate nel presente documento. I rendimenti passati non sono un indicatore dei risultati futuri, i prezzi delle azioni e l'utile che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l'importo investito in origine.
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