Snapshot - Parola d'esperto

Una Fed “dovish” stupisce i mercati

Quanto durerà?

31/01/2019

Keith Wade

Keith Wade

Chief Economist and Strategist

Nel policy meeting di gennaio, La Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse, segnalando tuttavia un atteggiamento più ‘dovish’. Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha indicato che terrà maggiormente in considerazione le condizioni economiche e finanziarie nel fissare i tassi di interesse nel prossimo futuro, specificando che sarà ‘paziente nel determinare quali futuri aggiustamenti al target range del tasso sui fed fund saranno appropriati’. In precedenza, aveva affermato che sarebbero stati necessari degli incrementi graduali al tasso di riferimento.

La Fed ha rilasciato anche un altro statement nel quale ha dichiarato di essere preparata ad alterare la composizione e la misura del proprio bilancio ‘se le condizioni economiche future giustificheranno una politica monetaria più accomodante rispetto a quanto può essere ottenuto solamente riducendo i tassi sui fed fund’. Sebbene il Presidente Powell abbia indicato che la Banca Centrale sta ancora discutendo sulle dimensioni a lungo termine del bilancio, è chiaro che tali dimensioni sono considerate come uno strumento di policy a cui si può fare ricorso in caso di necessità.

Queste dichiarazioni, insieme alle osservazioni sulle ‘inferiori pressioni inflazionistiche’, significano c’è stata una decisa evoluzione da parte della Fed rispetto all’ultimo policy meeting a dicembre. Questo cambiamento era stato segnalato dal Presidente Powell e da altri membri del FOMC già prima dell’incontro di ieri, ma i mercati sono comunque rimasti sorpresi dal tono dovish, con un conseguente rally degli asset rischiosi, un indebolimento del dollaro e un irripidimento della cura dei rendimenti.

Guardando avanti, continuiamo a prevedere un ulteriore rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Fed a giugno 2019. Ciò richiederà un rimbalzo dell’attività economica, che ci aspettiamo abbia luogo nel secondo trimestre, con l’economia che beneficerà della spesa fiscale e dei prezzi del petrolio più bassi. Più avanti, prevediamo una riduzione dei tassi nel 2020, via via che gli stimoli fiscali verranno meno e l’impatto dei rialzi già effettuati farà rallentare la crescita.