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Healthcare Innovation

Investire nella salute, anche del portafoglio

John Bowler

 

Gestore del fondo

In Schroders dal 2003 come Global Sector Specialist per il settore sanitario, John è inoltre gestore del fondo Schroder Global Healthcare e tra i principali responsabili della ricerca nel segmento farmaceutico pan-europeo. La sua carriera nel settore degli investimenti è iniziata nel 1994 con l’ingresso in Hill Samuel Asset Management nell’ambito di uno stage post laurea diventando in seguito gestore di portafoglio junior per l’azionario UK. Dal 1997 ha lavorato presso State Street Research and Management come gestore di portafoglio/analista. È passato a Schroders da AXA Investment Managers dove dal 1998 ha ricoperto il ruolo di ricercatore nell’area della sanità globale. Nel 2002 è stato nominato miglior analista buy-side per i settori farmaceutico e sanitario nell’ambito dell’indagine Institutional Investor Pan European Equity.

A tuo parere, qual è l’aspetto più interessante dell’innovazione in ambito sanitario?

In qualità di ex ricercatore, posso dire che in tutta la mia carriera non ho mai assistito a una situazione più stimolante di quella attuale. Finalmente la medicina basata sulla scienza è una realtà.
La miglior comprensione della biologia delle malattie ha alimentato lo sviluppo costante di una gamma di medicinali innovativi ed efficaci sotto il profilo clinico. Tale processo permetterà finalmente al settore di tener fede al contratto sociale con la collettività. 
Inoltre, sono elettrizzato per l’applicazione di tecnologie “dell’era dell’informazione” alla fornitura di servizi sanitari.
L’ascesa del monitoraggio da remoto, la telemedicina e la valutazione della salute comportamentale grazie all’IA è appena agli inizi e consentirà di ottenere risultati migliori a vantaggio dei pazienti e accrescere l’efficienza dei sistemi sanitari, così che riescano a far fronte all’aumento della domanda alimentata dai cambiamenti demografici.

 

Ines Duarte da Silva

 

Global Sector Specialist- Healthcare

Ines è entrata in Schroders nel 2018 in qualità di Research Analyst per il settore sanitario e svolge la sua attività a Londra. In precedenza aveva ricoperto il ruolo di Responsabile della ricerca nei servizi sanitari e medtech europei in Bank of America Merrill Lynch. La sua carriera nel settore degli investimenti è iniziata nel 2011 in Espirito Santo Investment Bank a Lisbona, dove ha svolto la funzione di Research Analyst in ambito azionario, responsabile del team Iberian Mid-Cap.  Dopo la laurea specialistica in Finanza, nel 2011 Ines ha acquisito esperienza come analista finanziaria alla NOVA School of Business and Economics. Ines ha conseguito una laurea in Finanza della NOVA School of Business and Economics e un master in Matematica applicata all’economia e alla gestione della ISEG School of Economics and Management.

A tuo parere, qual è l’aspetto più interessante dell’innovazione in ambito sanitario?

Senza dubbio la connettività nel settore sanitario.
Negli ultimi 10 anni la connettività di Internet e lo sviluppo di app dedicate hanno rivoluzionato l’accesso ai servizi sanitari da parte dei pazienti.
Oggi i pazienti sono più in grado di gestire autonomamente salute e benessere; di conseguenza si assiste a un’ottimizzazione nell’area della medicina preventiva che potrebbe tradursi in milioni di dollari di risparmi per il sistema sanitario.
Dispositivi indossabili, sensori per il monitoraggio da remoto e strumenti di diagnostica mobile, ad esempio, hanno dato il via a una rivoluzione poiché permettono di controllare la salute del malato in qualsiasi momento contribuendo ad accrescere la consapevolezza circa l’importanza di check-up periodici, che si tratti di soggetti con patologie croniche (diabete, coronaropatie, ecc.) o di soggetti sani (al fine di rilevare eventuali problemi nelle fasi iniziali).
Per di più, la connettività in ambito sanitario ha permesso di rendere la telemedicina una realtà - ci sono app che consentono ai pazienti di comunicare con i medici senza alcun contatto fisico. Si è trattato di un aspetto essenziale in occasione dell’emergenza pandemica del 2020. Si registra inoltre un aumento esponenziale dell’efficienza in termini economici poiché l’accesso ai servizi sanitari avviene a costi inferiori, un aspetto a mio avviso cruciale nelle aree in via di sviluppo.
Non dimentichiamo poi la possibilità di raccogliere big data, essenziali per dare nuovo slancio all’innovazione in ambito sanitario. Alla luce di un ventaglio di possibilità così ampio non posso che essere entusiasta circa il futuro dell’innovazione nel settore della sanità. 

 

 

Wei Li

 

Equity Analyst

Wei Li si è unito a Schroders nel 2017 in qualità di Research Analyst per il settore sanitario cinese e svolge la sua attività da Hong Kong. Prima di entrare in Schroders Wei ha lavorato presso Macquarie, dove dal 2015 ha ricoperto il ruolo di responsabile della ricerca azionaria per il settore sanitario cinese. In precedenza, Wei ha acquisito esperienza nell’area della sanità in Cina lavorando per cinque anni presso China Resources Holdings come responsabile della ricerca sul settore sanitario e dell’individuazione di opportunità di investimento. Wei ha conseguito una laurea magistrale in Scienze bancarie ed economia monetaria all’Università di Birmingham e una laurea triennale in Salute pubblica presso il Tongji medical college. È analista certificato CFA.

A tuo parere, qual è l’aspetto più interessante dell’innovazione in ambito sanitario?

Alcuni mesi fa mio suocero è andato improvvisamente in coma e gli è stato diagnosticato un linfoma in fase avanzata. Il lato positivo è che viviamo in un’era in cui, grazie ai progressi in ambito sanitario, spesso i tumori non sono più una malattia incurabile. Oggi le nuove terapie con farmaci mirati gli permettono di andare ogni giorno al lavoro, come se non fosse successo nulla. Se la malattia fosse comparsa cinque anni fa la situazione sarebbe stata molto diversa.   

Sono cresciuto nel Paese più popoloso al mondo, pertanto mi rendo conto in prima persona di quanto siano numerose le esigenze mediche non ancora soddisfatte nelle aree emergenti. Al contempo, in qualità di analista specializzato essenzialmente sulla sanità in Asia, guardo con grande favore ai progressi compiuti negli ultimi anni dalle società sanitarie della regione che oggi offrono un contributo fondamentale all’innovazione a livello globale, non solo in termini di opportunità di investimento ma anche di vite salvate.

 

Madoka Sato

 

Equity Analyst

Approdata in Schroders nel 1984, opera nella sede di Tokyo. Madoka ha ricoperto il ruolo di Head of Japanese Equity Research in Schroders dal 1998 al 2006.
Ha conseguito un BA in Scienze umane presso la Waseda University ed è membro della Security Analysts Association of Japan.

A tuo parere, qual è l’aspetto più interessante dell’innovazione in ambito sanitario?

Sono estremamente felice che le nuove tecnologie alimentino l’innovazione in un’area come la cura delle malattie rare. 
È terribile assistere alla partecipazione dei pazienti e delle loro famiglie a conferenze e sessioni di studio circa i medicinali in fase di sviluppo nella speranza di ottenere maggiori informazioni e, nella migliore delle ipotesi, una cura.
Una dopo l’altra, anche le malattie rare un tempo incurabili divengono trattabili ed è davvero toccante assistere alle reazioni dei malati in occasione dell’introduzione di una cura.
Tra gli esempi recenti rientrano le terapie geniche e i farmaci oligonucleotidi.  

 

Peter Wen

 

Equity Analyst

Peter svolge la funzione di Equity Analyst nel settore sanitario. Si è unito a Schroders nel 2010 e lavora a New York.
Dal 2004 al 2009 ha ricoperto il ruolo di Director & Health Care Sector Analyst in Angelo Gorgon Asset Management che prevedeva l’analisi e l’investimento nei vari segmenti nell’area della sanità.
Dal 1999 al 2004 ha lavorato come analista/gestore di portafoglio in Warburg Pincus Global Health Services Fund occupandosi di investimenti in tutti i segmenti e lungo l’intero spettro di capitalizzazione di mercato.
Dal 1994 al 1999 ha svolto la funzione di Health Care Research Analyst in Lynch & Mayer concentrandosi sull’elaborazione di raccomandazioni all’investimento in società sanitarie per portafogli mid e large cap.
Titoli di studio: MBA della Wharton School, Università della Pennsylvania; BA in Biologia della Harvard University.

A tuo parere, qual è l’aspetto più interessante dell’innovazione in ambito sanitario?

Secondo me l’aspetto più interessante è l’innovazione alimentata dall’intersezione tra tecnologie digitali e biologia.  La chiamo digitalizzazione della biologia.  Per decenni le tecnologie digitali sono state sostenute dalla proliferazione di semiconduttori superveloci ed economici e software, che influisce su tutti gli aspetti della quotidianità.  Le tecnologie digitali hanno trainato una riduzione dei costi dell’hardware e delle soluzioni di elaborazione dati necessari all’attività di ricerca e sviluppo in ambito biologico ben superiore a quanto affermato dalla Legge di Moore.  L’obiettivo della biologia è comprendere la vita e il suo funzionamento.  Un’analisi tanto complessa è impossibile senza le tecnologie digitali poiché occorrono volumi di dati e una capacità di analisi senza precedenti per creare dei modelli e determinare le caratteristiche principali del funzionamento di un sistema biologico in condizioni normali o in presenza di una patologia.  REMOVE SENTENCE   Le nuove scoperte si susseguono a un ritmo esponenziale.  A mio avviso, biopsia liquida, terapia cellulare, editing genetico e immuno-oncologia rappresentano solo la punta dell’iceberg delle future innovazioni rese possibili dalla digitalizzazione della biologia.  

 

Schroder Investment Management (Europe) S.A., Succursale italiana
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