印刷する
Condividi

Economia & Mercati

Economia & Mercati - Terzo Trimestre 2016

01/08/2016

Introduzione

Nel secondo trimestre si è registrato un forte rally dei titoli di Stato, che ha spinto i rendimenti verso nuovi minimi in molti importanti mercati. Le stime suggeriscono che circa un terzo delle obbligazioni governative dei Paesi sviluppati presenti attualmente rendimenti negativi. Il rally delle emissioni sovrane ha assunto uno slancio ancora maggiore in seguito al voto pro-Brexit del 23 giugno. L’esito del referendum ha colto di sorpresa gli investitori, che si sono riversati in massa sui beni rifugio come titoli di Stato, oro e valute quali il dollaro USA e lo yen giapponese. Dopo un’iniziale flessione seguita al voto britannico, le azioni globali hanno guadagnato terreno, poiché gli investitori si sono focalizzati sull’aumento della liquidità erogata dalle banche centrali e sul potenziale di stimolo fiscale in alcune economie.

Gli effetti economici della Brexit saranno percepiti soprattutto nel Regno Unito, con un rallentamento della crescita anche nell’eurozona. L’impatto globale sarà tuttavia trascurabile, poiché il Regno Unito rappresenta solamente il 4% circa del PIL mondiale e il contagio attraverso i mercati finanziari è stato arginato dalle banche centrali. Riteniamo che la principale conseguenza della Brexit sia da ricercarsi nell’avvertimento di non sottovalutare i politici populisti nell’attuale contesto in cui un’ampia fetta della popolazione è insoddisfatta dell’establishment. Al contempo, ci aspettiamo una maggiore coesione da parte dell’UE, che dovrà però affrontare alcune sfide cruciali come la necessità di risolvere la crisi bancaria italiana; i rischi politici rimarranno inoltre elevati in vista delle elezioni presidenziali statunitensi dell’8 novembre.

Se c’è un risvolto positivo della Brexit, questo potrebbe trovarsi nei mercati emergenti. Qui le prospettive a medio termine rimangono fosche, poiché gli ostacoli alla crescita dei commerci resteranno verosimilmente elevati. Tuttavia, la possibilità di una politica più accomodante da parte della Fed ha permesso agli investitori di concentrarsi nuovamente sui fondamentali. Non si è ancora registrata quella ripresa macroeconomica che imprimerebbe un’accelerazione alla crescita dei mercati emergenti, ma con il calo dell’inflazione e la stabilizzazione delle valute siamo diventati più ottimisti sulla regione.

Keith Wade, Chief Economist e Strategist, Schroders