Condividi

Manuale dell'investitore consapevole

Per operare sui mercati finanziari è fondamentale affidarsi a un consulente capace e preparato. Ma potrebbe non bastare.

Per quanto esperta sia la tua guida non puoi scalare una montagna se non sei ben allenato e non disponi di un'adeguata attrezzatura.

Navigare tra queste pagine può essere un buon punto di partenza per avvicinarsi al mondo degli investimenti con un po' di consapevolezza in più. E per non dimenticare alcune semplici regole, che sono l'equipaggiamento di base di ogni buon investitore.

Ti riconosci in qualcuna di queste domande?

  1. Vorrei individuare l'investimento giusto per me. Qual è il primo passo da compiere?
  2. Nei momenti critici dei mercati preferisco tenere i soldi sul conto corrente. Lì sono realmente al sicuro?
  3. Preferisco investire in obbligazioni e liquidità. Ma sono davvero queste le uniche soluzioni per me?
  4. Investo solo in quello che conosco. Concentrare il portafoglio su pochi strumenti è la strategia corretta per proteggerlo?
  5. Quando le Borse vanno su e giù preferisco mollare tutto e aspettare. Faccio bene?
  6. Ho pochi risparmi ma posso contare su un'entrata sicura. Quando potrò cominciare a investire?

Definisci obiettivi chiari

Prima di effettuare un investimento dovresti innanzitutto capire per quale motivo lo stai facendo.

Ogni investitore tende ad avere più di un obiettivo, ma è essenziale determinare quale sia predominante. Gli obiettivi d'investimento sono generalmente classificati in tre tipologie:

  • Protezione, se prevale l'esigenza di salvaguardare il valore iniziale del tuo capitale; in questo caso la tua tolleranza al rischio può definirsi medio-bassa;
  • Reddito, se sei alla ricerca di flussi di reddito regolari, ad esempio per integrare la pensione futura; di conseguenza il tuo livello di rischio può essere considerato medio-alto;
  • Crescita, se desideri incrementare nel tempo il valore iniziale del tuo capitale e sei disposto a sopportare un livello di rischio elevato.

Individuare il bersaglio verso cui puntare è solo il punto di partenza per scoccare la freccia nella giusta direzione. Oltre agli obiettivi, dovrai anche fissare l'orizzonte temporale in cui sei disposto a immobilizzare il capitale e capire qual è la tua propensione al rischio. Queste variabili, strettamente interrelate, contribuiscono a completare il cosiddetto "profilo d'investimento" di ciascun risparmiatore.

Definirlo non è semplice, soprattutto perché le tue esigenze possono mutare nel tempo e il profilo d'investimento dovrà adattarsi di conseguenza.

Ricorda che anche in questo caso il supporto di un consulente di fiducia può aiutarti di volta in volta ad aggiustare la mira.

Una volta definito il profilo d'investimento, la vera sfida che dovrai affrontare sta nel restargli fedeli nonostante le repentine variazioni dei mercati possano indurti nella tentazione di rivedere le tue scelte.

Approfondisci: Rischio e Rendimento, due facce della stessa medaglia

Metti in conto l'inflazione

Contrariamente a quanto si possa pensare, i soldi tenuti in banca non sono completamente al sicuro.

Certo, i conti correnti non comportano gli stessi rischi di investire, ad esempio, in azioni o obbligazioni, ma questo non significa che ne siano completamente privi. Perché c'è sempre il pericolo che l'inflazione eroda il potere d'acquisto dei nostri depositi.

Più sale il prezzo dei beni che acquisti e dei servizi che utilizzi, meno valgono i tuoi soldi. Se non fai nulla per contrastarla, l'inflazione può ridurre il tuo potere d'acquisto anche in maniera significativa: un tasso apparentemente contenuto, ad esempio del 2%, può trasformare in soli 5 anni i tuoi 5.000 € di oggi in 4.529 €.

L'impatto dell'inflazione nell'arco di 5 anni

 €1000€5000€20.000€50.000
Inflazione annuale al 2% €906 €4529 €18.114 €45.286
Inflazione annuale al 5% €784 €3.918 €15.670 €39.176

Fonte: BCE. A scopo esclusivamente illustrativo

L'obiettivo di ogni investitore dovrebbe essere quello di perseguire rendimenti "reali" positivi. Questo significa incrementare il valore del proprio patrimonio a un tasso superiore rispetto a quello dell'inflazione.

Anche se tenere i soldi in banca può sembrare la scelta più prudente, devi considerare che ai tassi d'interesse nominali sui depositi va sottratto, oltre alle imposte, il tasso d'inflazione. Il tasso d'interesse reale, quello che conta davvero, può così risultare decisamente ridotto, se non addirittura negativo. Il denaro sul conto corrente è quindi tutt'altro che al riparo da rischi, perché esposto a una vera e propria erosione del potere d'acquisto.

Nel lungo periodo gli investimenti più redditizi, e quindi più rischiosi, come quelli azionari, possono essere in grado di contrastare l'inflazione con maggiore efficacia. Questo perché molte imprese, ad esempio, hanno la possibilità di ridurne l'impatto sui loro profitti – e dunque difendere il valore delle proprie azioni – compensandolo con un aumento dei prezzi dei loro prodotti.

Approfondisci: Qual è il tuo personale tasso di inflazione?

Non sottovalutare il potenziale dei mercati azionari

Se non hai fretta e hai il sangue freddo per sopportare le inevitabili oscillazioni delle Borse, il mercato azionario può rappresentare una marcia in più per il tuo portafoglio, o almeno per una parte di esso.

Nel lungo termine la maggiore rischiosità delle azioni tende a essere compensata da un maggior potenziale direndimento.

Nel breve periodo i mercati azionari sono spesso dominati dai comportamenti speculativi e dall'instabile psicologia di molti investitori. Risultato: nessuno può dire cosa succederà domani.

Se allunghiamo lo sguardo su periodi più ampi, però, noteremo che tendono a dominare i cosiddetti "fondamentali" (come i dati di bilancio) e l'andamento dell'investimento riflette il reale potenziale di crescita del titolo.

Performance storiche di azioni, obbligazioni e liquidità

 

Fonte: Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2010.

I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. I prezzi delle azioni e il reddito che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l'importo investito in origine.

L'investimento azionario non va né demonizzato, né considerato una scorciatoia verso facili guadagni. Non si può tuttavia farne a meno se si è alla ricerca di rendimenti superiori a quelli offerti da Titoli di Stato e liquidità.

Difenditi diversificando

Concentrare tutto il patrimonio su pochi mercati o strumenti finanziari è "rischioso" nella misura in cui si rimane troppo legati alle sorti di questi ultimi. Nel bene e nel male.

La storia dimostra che nessun mercato, e nessuna asset class, è in grado di conseguire solo performance positive. Anzi, talvolta gli anni "migliori" sono seguiti da periodi particolarmente negativi.

Rendimenti annuali (%)

Fonte: Thomson Datastream, Bloomberg. Dati al 31 dicembre 2009.

I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. I prezzi delle azioni e il reddito che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l'importo investito in origine.

Normalmente mercati diversi – come ad esempio quello azionario e quello dell'oro – tendono a comportarsi in modo divergente a seconda del momento. Poiché è difficile riuscire a prevedere quale sarà quello vincente, investendo in mercati differenti puoi cercare di mitigare i rischi e dare maggiore equilibrio ai risultati del tuo portafoglio.

Diversificare non significa solamente acquistare titoli di società differenti, ma anche di diversi settori e aree geografiche. Inoltre, per una diversificazione davvero completa è consigliabile investire su più strumenti finanziari oasset class come le azioni, le obbligazioni, le materie prime o il mercato immobiliare.

Naturalmente, come per qualsiasi ricetta che si rispetti, gli ingredienti vanno accuratamente pesati e mescolati, combinandoli in modo da soddisfare i propri "gusti", cioè il proprio profilo di rischio/rendimento.

ApprofondisciLa diversificazione

Fai dell’incertezza la tua alleata

Se decidi di investire nei mercati finanziari e, in particolare, in quello azionario, devi aver chiaro che parteciperai a un mercato per sua natura incerto e caratterizzato da oscillazioni continue. Questa variabilità non deve però essere necessariamente considerata un elemento negativo.

La variabilità dei mercati viene tecnicamente definita "volatilità". È vero che maggiore è la volatilità, maggiore è la probabilità di incorrere in perdite, ma bisogna tener presente che volatilità fa anche rima con opportunità.

Anche quando tutto sembra andare male devi confidare nel fatto che niente è perduto. Anzi. È proprio cedendo alla tentazione di mollare tutto per aspettare tempi migliori che si realizzano le perdite. L'esperienza dimostra che spesso gli anni critici sono seguiti da recuperi significativi.

Rendimenti annuali (%) del mercato azionario 1970 – 2009

Fonte: Yale University/Robert Shiller, Thomson Datastream, Schroders. Dati al 31 dicembre 2009.

I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. I prezzi delle azioni e il reddito che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l'importo investito in origine.

Fuggire dal mercato, spinti dall'emotività del momento, può danneggiare i tuoi rendimenti anche in modo significativo: non solo perché corri il rischio di "svendere" ai minimi, ma anche perché puoi perdere importanti occasioni di guadagno derivanti da mercati in recupero.

Abituati ad investire con regolarità

Fare dell'investimento un'abitudine, entrando nel mercato con piccole somme a intervalli regolari, può trasformare nel tempo i tuoi risparmi in un grande capitale.

Anche se non disponi di grosse cifre è meglio cominciare subito a investire quello che hai, continuando a farlo periodicamente, perché prima investi più tempo avranno i tuoi soldi per crescere.

Un modo semplice per investire con regolarità è sottoscrivere un Piano di Accumulo del Capitale (PAC), che ti consente, sulla base di un programma personalizzato e automatico, di acquistare quote di un fondo investendo periodicamente un importo fisso.

Per aiutare gli investitori a gestire ancora più efficacemente i propri risparmi, alcune società consentono di sottoscrivere, accanto ai PAC, i cosiddetti “Switch programmati”. Una modalità di pianificazione altrettanto automatica e graduale: permette di passare da un fondo all’altro convertendo periodicamente un numero fisso di quote, fino al raggiungimento del mix desiderato.

Investendo in più tempi scongiuri il rischio di acquistare al momento sbagliato (o di non acquistare al momento giusto), tipico di chi investe in un'unica soluzione, risolvendo il problema in partenza. Inoltre, nel lungo periodo, puoi ottenere guadagni più stabili e contenere il prezzo medio di acquisto.

Come è possibile? Quando investi in un fondo, per ogni quota, paghi un prezzo che tende a variare sulla base del "saliscendi" delle Borse. Investendo regolarmente (e dunque in tutte le condizioni di mercato) puoi attutire questi sbalzi trasformando le fasi apparentemente negative in opportunità.

Infatti, nei periodi di ribasso acquisti, con la stessa somma, un numero maggiore di quote. A conferma che la volatilità – e il tempo – possono giocare a tuo favore.

 

Investimento a intervalli regolariInvestimento in un'unica soluzione
Capitale investito
in 6 mesi
€ 500 al mese € 3.000 all'inizio del periodo
Numero totale di azioni acquistate 184 150
Valore del capitale
a fine periodo
€ 3.312 € 2.700

 

  • Investimento in un'unica soluzione: all'inizio del periodo con € 3.000 acquisti 150 azioni al prezzo di € 20, per un valore del capitale alla fine del periodo di € 2.700 = 150 azioni a € 18
  • Investimento a intervalli regolari: con € 500 al mese acquisti 184 azioni in totale, per un valore del capitale alla fine del periodo di € 3.312 = 184 azioni a € 18

A scopo esclusivamente illustrativo sulla base di dati ipotetici.