Obiettivi in evoluzione guidano allocazioni flessibili lungo tutto lo spettro del credito
Nei mercati pubblici e privati, gli investitori utilizzano il credito per puntare a raggiungere diversi obiettivi di portafoglio.
Quando valutano le opportunità nel credito, quasi la metà degli investitori (49%) adotta una visione olistica, considerando soluzioni sia nel credito pubblico sia in quello privato. È quanto emerge dalla Global Investor Insights Survey 2026 di Schroders.
Gli investitori guardano al credito non più solo come fonte di rendimento. Piuttosto che trattarlo come un’unica asset class, i dati mostrano come stiano abbinando diverse strategie di credito a specifici obiettivi di portafoglio.
Figura 1: Strategie di credito diverse per obiettivi differenti
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Fonte: Sondaggio Schroders Global Investor Insights 2026. Agli investitori è stato chiesto quali strategie di credito utilizzare per raggiungere ciascuno degli obiettivi e di selezionare fino a due delle 15 strategie.
Come mostrato sopra , i risultati mostrano una segmentazione dei ruoli di credito: credito investment grade per reddito, immobiliare e debito infrastrutturale per resilienza, e strategie a maggior rischio/specialistiche per l'alpha.
Quando si cerca un rendimento reale affidabile, la principale preferenza degli investitori sono le obbligazioni corporate investment grade. Questo riflette probabilmente il repricing del reddito fisso dopo il periodo di tassi ultra-bassi successivo alla crisi finanziaria globale e alla pandemia. Oggi, i rendimenti di partenza di molti titoli investment grade sono positivi in termini reali (al netto dell’inflazione), consentendo di generare flussi di reddito stabili. Allo stesso tempo, nonostante le incertezze economiche e geopolitiche, i fondamentali societari restano solidi, con tassi di default contenuti e pochi segnali di deterioramento della qualità del credito.
Tuttavia, gli spread creditizi (il premio per il rischio) risultano compressi rispetto agli standard storici, lasciando meno margine di protezione in caso di peggioramento dello scenario. Un approccio attivo, focalizzato sul rischio specifico degli emittenti, può contribuire a mitigare questo rischio.
Anche i Titoli di Stato dei mercati sviluppati sono stati tra le prime due scelte per generare rendimenti reali affidabili, probabilmentegrazie a rendimenti nominali più elevati e, in alcuni casi, alla presenza di strumenti indicizzati all’inflazione.
Julien Houdain, Head of Global Fixed Income, ha commentato: "Pur in presenza di rendimenti iniziali ancora interessanti, i cambiamenti nella narrativa di mercato possono avere impatti significativi. In questo contesto, un approccio attivo alla gestione del credito e della duration consente di cogliere opportunità e allo stesso tempo mitigare i rischi al ribasso."
Scopri di più sulle attuali preoccupazioni degli investitori e su come stanno rispondendo su visita Schroders Global Investor Insight Survey 2026
Il reddito non è però l’unico obiettivo. Per la resilienza del capitale, gli investitori privilegiano strategie con caratteristiche più difensive, in particolare debito immobiliare e infrastrutturale.
Nel real estate, una significativa correzione delle valutazioni rende oggi l’attività di lending più interessante, offrendo opportunità a prezzi più contenuti. Allo stesso tempo, fattori strutturali di lungo periodo continuano a sostenere la domanda per asset immobiliari ben posizionati, tra cui: cambiamenti demografici, evoluzione dei comportamenti dei consumatori, progresso tecnologico, transizione energetica globale.
La resilienza deriva anche da caratteristiche strutturali del mercato. Esistono inefficienze nel credito immobiliare commerciale, legate alla regolamentazione, che creano un gap nell’offerta di capitale per progetti di acquisizione, sviluppo e trasformazione. Inoltre, molti contratti di locazione prevedono meccanismi di indicizzazione all’inflazione, mentre i vincoli sull’offerta e i costi di costruzione elevati limitano nuovi sviluppi, sostenendo nel tempo i canoni e la resilienza degli asset.
Le infrastrutture, invece, spesso supportano servizi essenziali e generano flussi di cassa stabili e di lungo periodo, spesso indicizzati all’inflazione o a tasso variabile. Queste caratteristiche, unite a elevate barriere all’ingresso, rendono il settore relativamente resiliente in contesti di inflazione e volatilità.
Michelle Russell-Dowe, Co-Head of Private Debt and Credit Alternatives, ha dichiarato: "La transizione verso un approccio a portafoglio totale orientato al reddito continua a guadagnare slancio negli investimenti. Questo offre enormi potenziali benefici nell'attraversare cicli e cambiamenti di mercato applicando lo strumento giusto al momento giusto. Permette inoltre di accedere a potenziali fonti di rendimento più stabili, beneficiando del premio per il rischio di credito e del premio di illiquidità, e investendo dove la concorrenza è minore. La flessibilità, anziché una rigida allocazione per asset class, consente di indirizzare il capitale verso le opportunità. Oggi, ad esempio, con premi per il rischio più contenuti, gli investitori possono cercare maggiore sicurezza nel real estate credit o nelle infrastrutture, oppure diversificare rispetto alla concentrazione del credito corporate attraverso il finanziamento basato su asset."
Se la resilienza è legata a stabilità e difensività, la generazione di alpha deriva da esposizioni più complesse, dove inefficienze e specificità offrono spazio alla gestione attiva. Le principali scelte degli investitori per generare alpha sono: credito distressed / situazioni speciali e debito dei mercati emergenti
Le situazioni distressed sono altamente specifiche e consentono agli investitori specializzati di creare valore attraverso processi di ristrutturazione.
IIl debito emergente, invece, offre un ampio universo di opportunità: include economie dinamiche, classi medie in rapida espansione, banche centrali disciplinate e aziende di alta qualità. La minore trasparenza e liquidità rispetto ai mercati sviluppati può generare inefficienze e quindi opportunità di rendimento in cui una gestione attiva e qualificata può aggiungere valore.
Il messaggio chiave dell’indagine è che gli investitori stanno utilizzando in modo sempre più selettivo le diverse componenti del credito, incluso quello privato. Solo il 22% degli intervistati non ha attualmente esposizione al private credit.
Figura 2. La maggior parte degli intervistati attualmente investe nel credito privato
Fonte: Sondaggio Schroders Global Investor Insights 2026. Agli investitori è stato chiesto approssimativamente quale quota del loro portafoglio creditizio complessivo sia oggi destinata al credito privato.
Sebbene alcune aree del mercato siano sotto maggiore scrutinio, l’universo delle opportunità va ben oltre il direct lending tradizionale, includendo strategie diverse per rischio, rendimento e liquidità, come debito legato ad asset reali, credito cartolarizzato e asset-based finance.
Tutto ciò rafforza l’importanza di considerare l’intero spettro del credito. In un contesto in cui reddito, resilienza e alpha derivano da fonti diverse, gli investitori costruiscono sempre più i portafogli in funzione degli obiettivi, piuttosto che delle etichette di asset class.
Ne emerge chiaramente che la flessibilità è diventata cruciale: non solo nel passaggio tra credito pubblico e privato, ma soprattutto nell’individuare, di volta in volta, le aree di mercato più adatte a soddisfare specifici obiettivi.
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