Global Investor Insights Survey 2026

Cresce la fiducia nella gestione attiva da parte degli investitori che hanno l'obiettivo di proteggere i portafogli e cogliere opportunità in un contesto di volatilità in aumento.

La ricerca Global Investor Insights Survey 2026 di Schroders - condotta su oltre 1.000 investitori istituzionali, wealth manager e altri intermediari a livello globale per un totale di 72.000 miliardi di dollari di asset in gestione - analizza le prospettive degli investitori su rischi macroeconomici, priorità di investimento e strategie di allocazione nei mercati pubblici e privati.

In sintesi

85%

gli intervistati che si aspettano una maggiore volatilità nei prossimi 12 mesi.

85%

gli investitori che ritengono che la gestione attiva possa aiutare a raggiungere i propri obiettivi.

1 su 2

tra chi investe in azioni e credito valuta congiuntamente mercati pubblici e privati.

Scopri i temi chiave della ricerca

  • 84%

    gli intervistati che indicano la diversificazione come una priorità nell’attuale contesto.

    31%

    gli investitori che prevedono di spostare asset dalla gestione passiva a quella attiva.

    48%

    gli intervistati che attribuiscono valore alla gestione attiva per la sua capacità di gestire il rischio di concentrazione nei mercati azionari.

    Cosa conta di più durante una volatilità “permanente”?

    Poiché l’incertezza sta diventando una caratteristica sempre più costante dell'attuale contesto, gli investitori non restano fermi. Stanno dando priorità a diversificazione, resilienza e decisioni attive per cogliere opportunità e gestire i rischi creati da mercati più concentrati.

    Quali sono i tuoi principali obiettivi di portafoglio nell’attuale contesto di mercato? Indica e classifica le tue tre priorità principali.

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    Fonte: Schroders Global Investor Insights Survey 2026.

  • 47%

    gli intervistati che affermano che le differenze di liquidità tra mercati pubblici e privati stanno diventando più importanti.

    38%

    gli investitori che si stanno orientando verso la gestione attiva per affrontare la concentrazione degli indici.

    53%

    i rispondenti che citano valutazioni elevate e un margine di sicurezza limitato come una sfida per le strategie azionarie long-only in gestione attiva.

    La crescita del capitale nel lungo termine resta la priorità per gli investitori azionari

    Il percorso verso la crescita si sta ampliando, abbracciando i titoli azionari fondamentali gestiti in modo attivo, le strategie incentrate sulle società a piccola e media capitalizzazione e i mercati privati.

    Quali strategie azionarie utilizzi principalmente per raggiungere l'obiettivo di crescita del capitale nel lungo termine?

    • 71% strategie azionarie attive fondamentali (long only)

    • 65% strategie su small e mid cap

    • 62% private equity (large cap buyout)

    • 61% private equity (growth capital/venture capital)

    Fonte: Schroders Global Investor Insights Survey 2026.

  • 78%

    gli investitori che hanno almeno una quota d'investimento nel credito privato.

    53%

    gli intervistati che investono tra l’1% e il 10% del proprio portafoglio credito ai mercati privati.

    Gli obiettivi determinano allocazioni flessibili lungo l'intero spettro del credito

    Il credito non viene utilizzato solo per il rendimento. Sia nei mercati pubblici che in quelli privati, gli investitori stanno adottando una visione più olistica e abbinando diverse strategie a specifici obiettivi di portafoglio, dal reddito alla resilienza all'alfa

    Le strategie di credito vengono abbinate agli obiettivi di portafoglio

    Obiettivo

    Le 2 principali sotto-classi di attivi

    Resilienza del capitale

    • Debito immobiliare

    • Debito infrastrutturale

    Rendimento reale / reddito affidabile

    • Obbligazioni societarie investment grade

    • Titoli di Stato dei mercati sviluppati

    Generazione di alpha

    • Credito in situazioni di difficoltà/speciali

    • Debito dei mercati emergenti

    Fonte: Schroders Global Investor Insights Survey 2026.

  • 53%

    gli intervistati che indicano diversificazione e flussi di cassa regolari tra i motivi principali per cui si opta per gli investimenti orientati al reddito.

    44%

    gli investitori che scelgono questi investimenti per puntare a ridurre la volatilità e preservare il capitale.

    35%

    i rispondenti che indicano le obbligazioni societarie quotate in gestione attiva come una delle principali fonti di reddito corretto per il rischio, rispetto al 9% per le obbligazioni societarie quotate in gestione passiva.

    Il fascino del reddito va oltre il reddito stesso

    Il reddito è sempre più utilizzato come elemento flessibile per la costruzione del portafoglio, non semplicemente come fonte di rendimento. In un contesto più volatile e sensibile all’inflazione, gli investitori cercano flussi di cassa, diversificazione e resilienza attraverso diverse classi di attivo.

    Quale approccio riflette meglio il tuo processo di valutazione delle opportunità - tra azioni, reddito fisso e mercati privati - che generano reddito?

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    Fonte: Schroders Global Investor Insights Survey 2026.

  • 70%

    gli intervistati che collocano i costi più bassi rispetto ai fondi comuni attivi tra i tre principali vantaggi.

    La metà

    degli intervistati utilizza gli ETF attivi per diversificare.

    1 su 4

    tra chi investe utilizza ETF attivi per l’allocazione core in azioni, mentre circa 1 su 5 li utilizza per l’allocazione core in reddito fisso o credito.

    Oltre i costi: gli ETF attivi stanno assumendo un ruolo più centrale nei portafogli

    Gli ETF attivi stanno diventando strumenti core di portafoglio, non solo “involucri” a costo più contenuto. Gli investitori li utilizzano per diversificazione, posizionamento tattico e per esigenze pratiche di costruzione del portafoglio, con costi, liquidità e trasparenza che restano centrali.

    Gli ETF attivi stanno diventando elementi flessibili per la costruzione del portafoglio. In quale ruolo all'interno del portafoglio apprezzeresti maggiormente gli ETF attivi?

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    Fonte: Schroders Global Investor Insights Survey 2026.

  • 70%

    gli intervistati che concordano sul fatto che gli investimenti alternativi vengano sempre più integrati nei modelli di allocazione strategica degli asset.

    Due terzi

    degli investitori concordano che gli alternativi offrano benefici di diversificazione significativi rispetto agli asset tradizionali

    61%

    gli intervestitori che affermano che gestire le aspettative dei clienti in materia di liquidità sia la sfida principale quando si aggiungono investimenti alternativi ai portafogli patrimoniali.

    Investimenti alternativi per il settore patrimoniale: ampliare la gamma di strumenti

    Per gli investitori del settore patrimoniale, gli investimenti alternativi stanno assumendo un ruolo sempre più strategico. L'opportunità è evidente, ma l'implementazione dipenderà dalla gestione della liquidità, delle commissioni e della trasparenza man mano che si sviluppano le strutture evergreen.

    Si prevede un aumento della domanda di prodotti evergreen

    In che misura ti aspetti che la domanda dei clienti per fondi evergreen nell'ambito dei mercati privati aumenti o diminuisca nel breve e nel lungo periodo?

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    Fonte: Schroders Global Investor Insights Survey 2026.

«Gli investitori stanno adattando i portafogli a un mercato sempre più complesso e frammentato. La diversificazione tra aree geografiche, classi di attivo, stili di investimento e strumenti/veicoli sta diventando sempre più importante per gestire il rischio e costruire portafogli resilienti.»

Johanna Kyrklund

Group Chief Investment Officer

Informazioni sulla ricerca

La ricerca è stata condotta da CoreData Research tramite un’ampia indagine globale tra aprile e maggio 2026. L’indagine raccoglie le prospettive di un ampio spettro di investitori, tra cui fondi pensione, compagnie assicurative, single family office, endowment e fondazioni, istituzioni ufficiali e wealth gatekeeper.

I 1.025 rispondenti sono così ripartiti: 282 dal Nord America, 245 dall’Asia Pacifico, 288 dall’Europa, 135 dal Regno Unito, 45 dall’America Centrale e Meridionale e 30 dal Medio Oriente e dal Sudafrica per un totale di 24 località a livello globale.