Multi Asset: economia in direzione stagflazionistica, favoriti BTP, azioni tech e commodity
Le previsioni dei nostri economisti
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I nostri economisti hanno aggiornato le loro previsioni per riflettere l'impatto dei disordini in Medio Oriente e ciò ha comportato una riduzione delle stime del Pil per il 2026 dal 2,9% al 2,5% e un aumento di quelle sull'inflazione dal 2,4% al 3,3%. In sostanza, ci siamo mossi in una direzione più stagflazionistica, anche se per ora la nostra aspettativa è che la recessione venga evitata.
Dato che lo slancio degli utili societari è ancora positivo, rimaniamo positivi sulle azioni con una preferenza per la tecnologia, oltre a favorire le azioni britanniche e canadesi data la loro maggiore esposizione all'energia e alle risorse.
La situazione sul mercato del petrolio rimane fortemente binaria e guidata dagli eventi geopolitici. Manteniamo una visione positiva sulle materie prime agricole, dato che gli effetti climatici stagionali probabilmente sosterranno le dinamiche di domanda/offerta, e l'aumento dei prezzi dell'energia e dei fertilizzanti avrebbe un effetto ritardato. Continua a piacerci l'oro, poiché lo consideriamo un'esposizione difensiva migliore rispetto ai titoli di stato, viste le nostre preoccupazioni sulla sostenibilità del debito a lungo termine.
Nell'ultimo mese abbiamo visto un aumento dei rendimenti obbligazionari, poiché gli investitori si sono concentrati sui crescenti rischi di inflazione. Siamo neutrali sui titoli di stato in generale, in quanto gli attuali livelli di rendimento riflettono alcuni dei rischi di cui eravamo preoccupati. Tuttavia, manteniamo una visione negativa sui titoli di stato statunitensi, dati i maggiori rischi di inflazione in quell'area. Al contrario, continuiamo a favorire i titoli di stato italiani, dove i rendimenti rimangono interessanti, e apprezziamo anche i titoli australiani, dove la banca centrale ha adottato un approccio più proattivo alla politica monetaria.
Rimaniamo negativi sul debito investment grade statunitense, poiché non riteniamo che i livelli di rendimento rispetto alla liquidità siano interessanti, dati i rischi stagflazionistici e l'aumento delle emissioni. Continua a piacerci il debito dei mercati emergenti, grazie a migliori trend di inflazione e a politiche più ortodosse.
Tutto sommato, i rischi stagflazionistici giustificano multipli più bassi ma, per ora, lo slancio degli utili sostiene ancora le azioni. Continuiamo a monitorare da vicino i rendimenti obbligazionari poiché i tassi di interesse sono, nel migliore dei casi, in pausa, con il rischio di tassi più elevati se riusciremo a superare a fatica i disordini petroliferi in Medio Oriente.
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