Azioni globali: focalizzarsi su un solo Paese non sempre paga
Quali mercati nazionali hanno generato i rendimenti più elevati negli ultimi anni?
L’ascesa delle mega-cap tecnologiche statunitensi ha fatto sì che il mercato azionario USA surclassasse per dimensioni quelli di altri Paesi. Prendiamo alcune tra le maggiori società statunitensi, come Nvidia, Apple o Alphabet: ciascuna ha una capitalizzazione comparabile – o persino superiore – al valore complessivo di interi mercati azionari di altri Paesi, come il Regno Unito o il Giappone.
Di conseguenza, gli investitori di tutto il mondo sono abituati ad avere un’esposizione significativa agli Stati Uniti. Se costruissero i loro portafogli sulla base di un indice azionario globale come l’MSCI World, avrebbero il 70% del portafoglio investito in titoli USA (dato aggiornato alla fine di aprile 2026).
Tuttavia, sebbene il mercato azionario statunitense sia di gran lunga il più grande al mondo, non è sempre quello che genera i rendimenti più elevati.
Il grafico seguente mostra come le sorti del mercato statunitense abbiano oscillato negli ultimi mesi, sulla base dei rendimenti trimestrali confrontati con quelli dei mercati di altri Paesi.
Alti e bassi: il mercato azionario USA a confronto con gli altri Paesi
Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri e potrebbero non ripetersi.
Fonte: MSCI, Schroders, al 31 marzo 2026.
Osservare 35 anni di dati offre una prospettiva più ampia, ma le oscillazioni restano comunque evidenti.
La mappa qui sotto rappresenta i rendimenti annuali per dimensione e per area geografica, con i rendimenti più elevati posizionati nella parte alta della tabella.
Gli Stati Uniti – in turchese – occupano il primo posto in classifica in 12 dei 35 anni considerati. Ma risultano anche ultimi per sette anni su 35, e sono inoltre in fondo alla classifica anche nel 2026 da inizio anno.
Negli ultimi 35 anni gli USA sono finiti in fondo alla classifica in 7 occasioni
Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri e potrebbero non ripetersi.
Europa = Europa escluso il Regno Unito. Fonte: LSEG Datastream, MSCI e Schroders. Dati al 31 marzo 2026 in dollari USA.
L’“eccezionalismo USA” emerso in molti degli anni successivi alla crisi finanziaria può indurre a pensare che sia sempre stato così. Ma il grafico evidenzia che i mercati attraversano cicli. In molti anni precedenti, gli Stati Uniti hanno sottoperformato rispetto ad altri mercati azionari. I mercati emergenti si sono spesso collocati ai primi posti. E se guardassimo ancora più indietro, vedremmo che negli anni ’80 era il Giappone a guidare la classifica.
Quando un mercato ha registrato performance migliori per diversi anni, il suo peso nell’indice aumenta, lasciando gli investitori con una “scommessa” sproporzionata sul fatto che continuerà a fare meglio. La storia ha mostrato i rischi insiti nell’estrapolare questa dinamica nel futuro.
Un approccio attivo all’investimento azionario globale può andare oltre la composizione geografica di un indice e cercare di comprendere le prospettive dei singoli settori e delle singole società.
Scopri di più sull’investimento attivo nell’azionario globale
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