“Mag 7”: gli investitori stanno diventando più selettivi?
Quante delle sette mega-cap statunitensi hanno reso più del 20% nel 2025? Ecco come si differenziano le loro performance...
Le sette mega-cap tecnologiche statunitensi – soprannominate le “magnifiche 7” – rappresentano da diversi anni una quota rilevante dell’indice USA. Questo significa che hanno avuto un ruolo determinante nella performance dell’indice nel suo complesso.
Negli anni in cui registrano buoni risultati, contribuiscono in misura significativa ai rendimenti di mercato. Quando invece performano male – come nel 2022, quando questi sette titoli hanno perso tra il 26% e il 65% – trascinano verso il basso l’intero indice.
Oggi le Mag 7 hanno un valore tale che la loro capitalizzazione complessiva equivale all’incirca a quella complessiva dei mercati azionari dei successivi sette Paesi dopo gli Stati Uniti.
Gli investitori globali che scelgono un indice mondiale finiscono per avere un’esposizione significativa agli Stati Uniti e, di conseguenza, alle Mag 7: molto dipende quindi dal loro andamento. Il predominio di pochi grandi titoli all’interno di un indice riduce inoltre l’impatto delle molte altre società statunitensi e globali che ottengono buone performance.
La performance delle Mag 7 nel 2025 e finora, nel 2026, è stata divergente. Cinque delle sette hanno sottoperformato l’indice S&P 500 nel 2025 e tutte e sette lo hanno sottoperformato nel primo trimestre del 2026.
Tutte le Mag 7 hanno sottoperformato l’S&P 500 finora nel 2026
Le performance passate non sono indicative di quelle future e potrebbero non ripetersi.
Fonte: LSEG Datastream, S&P e Schroders. Il dato da inizio anno (YTD) è aggiornato al 31 marzo 2026.
Il grafico mostra che i rendimenti nel 2025 sono andati dal +5% (Amazon) al +66% (Alphabet). Anche nei primi tre mesi di quest’anno si osserva un’ampia dispersione dei rendimenti, tutti negativi.
Parte di questa divergenza è probabilmente dovuta ai diversi approcci delle società agli investimenti nell’AI. Il tutto avviene in un contesto di crescente scetticismo sui potenziali ritorni per gli investitori derivanti dall’elevata spesa in AI.
La concentrazione di mercato non riguarda solo le Mag 7
Sebbene sia noto che i titoli delle Mag 7 rappresentino una forte concentrazione nel mercato azionario americano, questo non è un fenomeno esclusivamente statunitense. Come mostra il grafico seguente, anche altri mercati sono ugualmente dominati da un numero ristretto di titoli di grandi dimensioni. Nel Regno Unito, per esempio, solo cinque titoli rappresentano oltre un terzo dell’indice britannico.
Allo stesso modo, un numero limitato di Paesi può dominare gli indici internazionali. Il peso del mercato statunitense nell’indice MSCI World è attualmente pari al 70% (a fine aprile 2026). E negli indici dei mercati emergenti – grafico sotto, a destra – solo quattro Paesi asiatici (Cina, Corea, Taiwan e India) rappresentano quasi l’80% dell’indice.
La concentrazione di mercato è un fenomeno globale
Fonte: LSEG Datastream, MSCI e Schroders. Dati aggiornati al 31 marzo 2026.
È importante che gli investitori comprendano le esposizioni concentrate che stanno assumendo, spesso inconsapevolmente, quando allocano capitale in indici di mercato. Investire in un indice ampio non equivale automaticamente a ottenere diversificazione, che richiede invece un’analisi più approfondita e una migliore comprensione delle esposizioni e dei modelli di business delle singole società.
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