Mercato obbligazionario: bassa volatilità, alta incertezza
Esploriamo alcune tendenze macroeconomiche insolite
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Nell'ultimo mese, diversi fattori suggeriscono che i policymaker, in particolare la Fed, dovrebbero procedere con cautela nella definizione della politica monetaria. In controtendenza rispetto al trend abituale, l'occupazione nel mercato del lavoro statunitense è rimasta debole nonostante la robusta crescita economica.
Inoltre, lo shutdown del governo statunitense, che ha bloccato la pubblicazione di una serie di dati economici fondamentali, aggiunge incertezza sia per la Fed sia per gli investitori.
Di conseguenza, e data la nostra valutazione secondo cui il percorso dell'economia statunitense e globale non è cambiato in modo significativo, non apportiamo modifiche alle probabilità assegnate ai nostri scenari questo mese, prevedendo che un atterraggio morbido sia l'esito più probabile.
L’atterraggio morbido resta l’esito più probabile
Tuttavia, mentre le probabilità complessive rimangono invariate, la nostra visione dei mercati globali sottostanti è cambiata, riflettendo l'evoluzione delle condizioni economiche e i cambiamenti nelle valutazioni.
Gli investitori sono concentrati sui dati deboli del mercato del lavoro statunitense, anche se i dati economici più generali sono migliori
Sebbene la crescita degli Stati Uniti rimanga resiliente, gli investitori hanno dato maggiore peso alla debolezza del mercato del lavoro. Questa visione più pessimistica delle prospettive statunitensi ha determinato una discrepanza tra l'andamento dei titoli del Tesoro USA, i cui rendimenti sono diminuiti (i rendimenti si muovono in modo inverso rispetto al prezzo), e i dati economici più generali, che continuano a superare le aspettative.
Sebbene questa possa essere una reazione ragionevole per il momento, riteniamo che il mercato dei Treasury potrebbe sottoperformare se il mercato del lavoro si stabilizzasse, uno scenario che prevediamo con l'attenuarsi dell'incertezza economica e la ripresa delle assunzioni.
Date le aspettative del mercato, nel breve termine potrebbero esserci motivi di delusione riguardo alla ripresa dell'eurozona
Sebbene non siamo eccessivamente preoccupati per un rallentamento più grave della crescita, e quindi per il rischio di un persistente scostamento dall'obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea, gli ultimi dati economici hanno sollevato alcuni dubbi sulla sostenibilità della ripresa nell'eurozona, in particolare in Germania.
Almeno nel breve termine, e con gli investitori posizionati per un'ulteriore ripresa dell'eurozona, c'è spazio per una certa delusione e per un cambiamento della narrativa di mercato.
Nel Regno Unito, gli investitori si concentrano sulle sfide fiscali in vista del bilancio di novembre Con il bilancio autunnale fissato per il 26 novembre, gli investitori stanno rivolgendo nuovamente la loro attenzione alle sfide fiscali del Regno Unito. Per questo motivo, manteniamo una visione sostanzialmente neutrale sui titoli di Stato britannici, in particolare quelli con scadenze più lunghe, che saranno più sensibili alle notizie politiche.
Cosa ne consegue?
Combinando le nostre prospettive economiche, le probabilità dei nostri scenari e le valutazioni di mercato, rimaniamo neutrali sulla duration globale (rischio di tasso d'interesse), ma con differenze a livello regionale. Ciò include una visione meno favorevole sulla duration statunitense e una visione relativamente più costruttiva sulla duration dell'eurozona.
All'interno dell'eurozona, rimaniamo negativi sui mercati semi-core (come la Francia). Mentre le notizie si susseguono a ritmo serrato, lo stallo politico rende apparentemente impossibile affrontare le sfide fiscali del Paese, giustificando un potenziale ulteriore indebolimento dei titoli di Stato francesi.
In termini di asset allocation, restiamo cauti sul credito societario, date le valutazioni costose. In generale, preferiamo settori come il debito dei mercati emergenti di alta qualità (emesso in euro) e le attività cartolarizzate (compresi i titoli garantiti da ipoteca emessi da agenzie e i titoli quasi governativi), che offrono un rendimento aggiuntivo rispetto ai titoli di Stato.
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