Multi-Asset View - Febbraio 2026
La view mensile dei nostri esperti su asset allocation
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A prima vista, il nostro scenario di base si è avvicinato a un contesto “Goldilocks”, caratterizzato da una crescita resiliente e un’inflazione in calo; tuttavia, continuiamo a osservare rischi orientati verso l'inflazione. Le condizioni del mercato del lavoro rimangono solide, l'economia sta crescendo al di sopra del suo potenziale e la politica accomodante della Federal Reserve (Fed), unita a un consistente stimolo fiscale, fa presagire un contesto reflazionistico. La nomina di Kevin Warsh alla prossima presidenza della Fed introduce incertezza, in particolare sul percorso futuro del bilancio della Banca Centrale statunitense. Sebbene ciò sollevi legittime questioni a medio termine, riteniamo che sia troppo presto per trarre conclusioni definitive in merito alla direzione della politica o alla fattibilità di una strategia di bilancio più aggressiva. Con un basso rischio di recessione, un'inflazione contenuta (almeno nel breve termine) e gli utili societari che continuano a trainare i rendimenti, restiamo costruttivi sulle azioni. Data la nostra visione sulla crescita statunitense superiore al consenso, preferiamo esprimere la nostra sovraponderazione sulle azioni statunitensi attraverso l’S&P 500 Equal Weight. Questo approccio aumenta l'esposizione a settori più ciclici, come quello industriale e finanziario, che beneficiano di un contesto di forte crescita negli Stati Uniti, diversificando al contempo i rischi di valutazione e concentrazione associati ai titoli growth delle mega-cap. Continuiamo a combinare la nostra posizione di lunga data nell'indice MSCI All Country World (inclusi i mercati emergenti) con un orientamento verso i titoli value al di fuori degli Stati Uniti, in particolare in Europa e in Giappone, dove le valutazioni rimangono più interessanti la sensibilità degli utili alla reflazione globale è favorevole. Questo mese abbiamo ripreso una posizione lunga sulle materie prime, che prevediamo sarà trainata principalmente dall'aumento dei prezzi del petrolio e dal rafforzamento dei metalli industriali. Questa allocazione dovrebbe dare buoni risultati sia in uno scenario di shock determinato dall'offerta che in un'economia in forte espansione. Continuiamo a puntare sull'oro nonostante la recente volatilità, poiché prevediamo una domanda strutturale costante da parte delle banche centrali dei mercati emergenti e lo consideriamo un importante strumento di diversificazione contro i rischi fiscali e geopolitici. Manteniamo il nostro orientamento su una duration breve, che riflette le nostre previsioni di crescita superiori al consenso e i potenziali rischi di bilancio associati alla Fed guidata da Warsh. Allo stesso tempo, riconosciamo che la sua nomina potrebbe ridurre il rischio percepito di una perdita di indipendenza della Fed e alleviare la pressione sul dollaro statunitense nel breve termine. Pur continuando a ritenere che la tendenza alla de-dollarizzazione a medio termine rimanga intatta, abbiamo riallineato a neutrale la nostra posizione lunga sull'EUR/USD poiché molte delle nostre esposizioni esistenti (come il debito locale dei mercati emergenti, l'oro e le materie prime) stanno già beneficiando del rinnovato indebolimento dell'USD. In conclusione, riteniamo che il contesto macroeconomico resti favorevole per gli asset rischiosi, sebbene le valutazioni e i rischi di concentrazione siano sempre più sfidanti. Manteniamo una preferenza per le azioni, ma stiamo spostando la nostra sovraponderazione sugli Stati Uniti dalla crescita delle mega-cap alle esposizioni più ampie e cicliche, privilegiando al contempo il segmento Value al di fuori degli USA. Stiamo gestendo i rischi inflazionistici e fiscali attraverso allocazioni in oro, materie prime e una posizione sottopesata nei Treasury statunitensi.
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