Outlook 2026 - Private Markets
In un contesto di perdurante volatilità macroeconomica e geopolitica, i mercati privati beneficiano sia di venti favorevoli ciclici che strutturali, che consentono loro di giocare un ruolo chiave in portafogli diversificati e resilienti.
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La resilienza è diventata la parola d’ordine per gli investitori in un’epoca segnata da un’incertezza persistente.
Nell’indagine Global Investor Insights Survey 2025 di Schroders pubblicata a giugno, la resilienza dei portafogli è stata indicata come priorità principale dagli investitori per la restante parte del 2025 e per il 2026.
La calma apparente dei mercati attuali – riflessa dalle buone performance dell’azionario pubblico e da tassi obbligazionari contenuti – nasconde però una realtà complessa. L’inflazione resta elevata, le pressioni fiscali aumentano e le tensioni geopolitiche mettono alla prova la stabilità globale.
Persino l’entusiasmo sull’intelligenza artificiale, pur rivoluzionario, rischia di alimentare nuovi squilibri valutativi.
Aumento delle incertezze economiche, politiche e finanziarie
Fonte: Schroders Capital, 2025. Dati a fine novembre 2025.
Situazioni come questa impongono agli investitori di guardare oltre le dinamiche di breve termine e di concentrarsi sulla durata dei rendimenti – e sulla creazione di valore bottom-up. In tale contesto, i mercati privati rappresentano un’area chiave dove forze cicliche e strutturali si stanno allineando per generare opportunità.
Il disaccoppiamento crea opportunità
Mentre molti mercati pubblici toccano livelli storici, i mercati privati sono in una fase diversa del ciclo. Raccolta fondi, attività di deal e di exit sono scese negli ultimi anni, provocando un riassestamento delle valutazioni tra asset class e segmenti.
Questo decoupling ciclico crea un ambiente più sano per nuovi investimenti, sostenendo valutazioni d’ingresso più interessanti e un maggiore potenziale di rendimento. Nel frattempo, i portafogli esistenti sono stati in gran parte protetti da un focus sui fondamentali e da uno scenario macro robusto, seppur volatile.
Parallelamente, le tendenze strutturali continuano a indirizzare la creazione di valore: la transizione energetica globale, il reshoring delle catene di fornitura e la trasformazione digitale trainano la crescita di lungo termine
Resilienza differenziata tra strategie
Naturalmente, non tutte le strategie dei mercati privati sono posizionate allo stesso modo. Le opportunità di rendimento resiliente si concentrano laddove coesistono inefficienza, disruption, rischi differenziati e garanzie reali.
Si pensi ai buyout di piccole dimensioni o agli investimenti di continuazione nel private equity, alla specialty finance e al debito su real asset nel credito privato, alle infrastrutture energetiche per la transizione o al real estate operativo selezionato.
Avvicinandosi al 2026, avranno successo gli investitori capaci di combinare costanza negli investimenti e selettività. I mercati privati, grazie a capitale paziente e gestione attiva, non sono immuni dall’incertezza, ma ben posizionati per contribuire a portafogli diversificati e resilienti.
Private equity: resilienza attraverso la ricalibrazione
Il private equity è ancora in una fase di ricalibrazione. Raccolta fondi e deal restano sotto i livelli pre-2022, mentre le opzioni di exit si sono ridotte e i tempi di detenzione si sono allungati.
Questi fattori ciclici, insieme a finanziamenti più selettivi e volatilità macro persistente, stanno rimodellando lo scenario. Tuttavia, questa fase sta ristabilendo equilibrio e disciplina, non manifestando debolezza.
In sintesi, meno concorrenza, maggiore selettività e una dispersione più ampia dei prezzi stanno preparando il terreno a migliori vintage.
Dalla ricalibrazione alla resilienza
L’attuale mercato favorisce strategie capaci di valorizzare tre fonti complementari di resilienza:
- Player locali: aziende radicate nei mercati domestici che beneficiano di una domanda più stabile e catene di fornitura brevi, e sono quindi meno esposte a tensioni commerciali. I loro risultati possono isolare i portafogli da shock geopolitici.
- Crescita trasformativa: aziende dove miglioramenti operativi, innovazione o complessità generano valore intrinseco. L’ownership attiva sostituisce l’engineering finanziario quale vero elemento distintivo.
- Innovazione multipolare: l’innovazione dirompente si distribuisce oggi fra più poli (USA, Europa, Cina, India, Asia-Pacifico), riducendo la dipendenza da un singolo mercato.
Tre aree strategiche di opportunità
Questi temi convergono in tre aree con potenziale differenziato.
Small and mid-market buyout (operazioni con valore d'impresa sotto 1 miliardo di dollari): sono il “motore della resilienza” del private equity. Con la concentrazione di capitale che aumenta la competizione in altri segmenti, questi investimenti offrono valutazioni d’ingresso interessanti, mediamente inferiori del 40–50% rispetto ai grandi buyout e alle società quotate di piccola capitalizzazione.
I buyout di piccole e medie dimensioni vengono scambiati a valori inferiori del 40–50% rispetto ai benchmark dei large-cap e dei titoli quotati.
Le performance passate non sono indicative di quelle future e potrebbero non ripetersi. Fonte: Capital IQ, Bloomberg, Global M&A Outlook 2025, Robert W. Baird & Co., Schroders Capital, 2025. M&A Nord America ed Europa. Operazioni concluse. Il multiplo Russell 2000 EV/EBITDA è calcolato sull’EBITDA degli ultimi dodici mesi. Le considerazioni espresse sono di Schroders Capital e potrebbero non essere verificate o essere soggette a cambiamento.
I buyout più piccoli inoltre fanno meno affidamento sulla leva finanziaria, puntando invece su agilità operativa e creazione di valore. La maggior parte si concentra anche su aziende orientate ai servizi, con focus domestico o regionale, riducendo così l’esposizione alle oscillazioni dei mercati globali dei capitali e offrendo modalità di uscita più stabili tramite trade sale e operazioni tra sponsor.
I continuation investment consentono agli attuali proprietari di private equity di prolungare la detenzione di asset ad alta convinzione, accedendo a nuove fasi di crescita trasformativa. Mercati di uscita più lenti hanno favorito una crescita strutturale di lungo termine, permettendo a questi strumenti di diventare una soluzione di liquidità ormai consolidata e mainstream. Si prevede che il mercato crescerà fino a 300 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.
Per gli investitori, i continuation investment allineano la creazione di valore con la liquidità. Offrono periodi di detenzione più brevi (in media 1,5 anni in meno rispetto ai buyout tradizionali), costi più efficienti rispetto alle vendite sponsor-to-sponsor (secondary buyouts) e rendimenti storici più prevedibili.
Il venture capital early-stage può trarre vantaggio dalla geografia sempre più ampia dell’innovazione. Oltre all’intelligenza artificiale, dove l’aumento delle valutazioni suggerisce cautela sulle fasi avanzate, i progressi in biotecnologie, climate tech, fintech e deep tech offrono punti di ingresso diversificati a valutazioni più interessanti. Il recente raffreddamento nel mercato VC biotech, in particolare, apre opportunità contrarian.
Private debt e alternative creditizie: dare credito al credito.
I bilanci societari e dei consumatori rimangono solidi, nonostante alcune pressioni nelle fasce a più basso reddito o più alta leva. Allo stesso tempo, con lo spostamento del focus delle politiche da inflazione a occupazione, le banche centrali – guidate dalla Federal Reserve – hanno adottato una posizione più accomodante.
Ciò sostiene i debitori che si finanziano a tassi a breve termine, come le piccole imprese e gli sviluppatori immobiliari commerciali, e suggerisce una prospettiva di default relativamente contenuta per gran parte del panorama creditizio.
Nel frattempo, dopo decenni di tassi d’interesse molto bassi e con un passaggio consistente di asset verso investitori orientati allo yield, come le compagnie assicurative, sono in crescita gli investimenti focalizzati sulla generazione di reddito.
Grazie a questa maggiore domanda, vediamo una compressione dei premi per il rischio, in particolare nei mercati associati. Questo rende i mercati inefficienti – tra cui quelli garantiti, a scadenza breve o dove sono coinvolte maggiormente banche o assicurazioni regolamentate – sempre più attraenti.
Uno sguardo al continuum dei rendimenti
Fonte: Schroders Capital, Bloomberg. Yield pan-europei coperti in USD. Dati a settembre 2025. Solo a scopo illustrativo, non costituisce raccomandazione all’acquisto o vendita di alcun titolo. La diversificazione non protegge dalla perdita del capitale.
Debito immobiliare: il riprezzamento genera opportunità
Dopo diversi anni di aggiustamenti, emergono segnali di stabilizzazione nell’immobiliare commerciale. I forti ribassi successivi ai picchi 2021–2022 si sono in gran parte esauriti; negli USA i valori degli immobili sono rimasti sostanzialmente stabili nell’ultimo anno e alcuni segmenti industriali e retail mostrano nuovo vigore.
Da queste basi più basse, e con l’inizio di allentamento dei tassi, l’attività transazionale e la domanda di finanziamenti stanno riprendendo, proprio mentre le banche affrontano forti pressioni sulle esposizioni immobiliari.
Esiste quindi una significativa carenza di capitale sia nel debito sia nell’equity, che crea interessanti occasioni per i finanziatori privati. I bridge loan per sviluppo, costruzione e ristrutturazioni importanti offrono attualmente tra i più elevati potenziali di rendimento negli asset reali.
Debito infrastrutturale: il motore difensivo di reddito
Il debito infrastrutturale continua a rappresentare una fonte affidabile di redditi stabili e difensivi. Con una domanda di capitale costante e asset tangibili a garanzia, offre una solida base per portafogli di credito di lungo termine.
Molti progetti infrastrutturali beneficiano di ricavi indicizzati all’inflazione o regolati, il che aiuta a tutelare i rendimenti reali anche in presenza di nuova inflazione. In questo scenario, il debito infrastrutturale resta uno dei modi più efficaci per combinare stabilità dei rendimenti e protezione dal downside.
Asset-based finance: diversificazione tramite scala e struttura
In un contesto dove la domanda di income persiste, la diversificazione diventa sempre più importante. La finanza garantita da attivi offre accesso a mercati ampi e scalabili, dove le inefficienze supportano spread interessanti.
In particolare, specialty finance e credito al consumo continuano a offrire opportunità di reddito sostenute da buoni fondamentali e solidità del settore immobiliare residenziale. Tuttavia, è importante restare concentrati sulle fasce più solide di consumatori e su asset ben collateralizzati.
Questi pool altamente diversificati di esposizioni forniscono anche protezione, grazie a minore esposizione ai rischi idiosincratici e maggiore liquidità sul mercato secondario.
Insurance-linked securities: un vero diversificatore
Le insurance-linked securities (ILS) restano una fonte distintiva e resiliente di rendimento. Gli esiti dipendono da eventi assicurativi piuttosto che dalla crescita economica, offrendo una preziosa decorrelazione rispetto ai cicli di mercato e credito.
Le attuali valutazioni sono attraenti, grazie a una limitata sinistrosità negli ultimi anni che ha favorito il riprezzamento e aspettative di rendimento elevate. Nel contesto creditizio più ampio, le ILS continuano a offrire un importante fattore stabilizzante grazie a performance decorrelate e proventi costanti.
Infrastrutture equity: le rinnovabili restano un'opportunità resiliente
Le infrastrutture legate alla transizione energetica rappresentano uno dei temi di investimento di più lungo respiro, con potenziale di forte indicizzazione all’inflazione, reddito sicuro e crescita premium, oltre al vantaggio di diversificare il portafoglio tramite premi di rischio differenziati (come i prezzi dell’energia).
Decarbonizzazione e sicurezza energetica
Gli sforzi globali per decarbonizzare, uniti all’aumento delle preoccupazioni sulla sicurezza energetica dovute alle tensioni geopolitiche, continuano a sostenere lo sviluppo delle rinnovabili. Allo stesso tempo, l’aumento del costo della vita rafforza l’importanza dell’accessibilità economica dell’energia, con le rinnovabili che sono ormai nella maggior parte dei casi la fonte più conveniente di nuova energia elettrica.
Tecnologie emergenti come idrogeno, pompe di calore, accumulo a batteria e infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici sono fondamentali per la decarbonizzazione di mobilità, riscaldamento e industria pesante. Parallelamente, la rapida crescita dei data centre e delle infrastrutture digitali continua a spingere la domanda di fonti pulite e affidabili.
Attualmente vediamo le migliori opportunità d’investimento in Europa e Asia, dove i governi continuano a rafforzare le normative e accelerare gli impegni verso le rinnovabili.
Solo in Europa le infrastrutture rinnovabili rappresentano una base di circa 600 miliardi di euro, pari a quasi metà delle transazioni infrastrutturali. Entro i primi anni ’30 si prevede un raddoppio a circa 1.300 miliardi di euro, facendo delle rinnovabili e delle infrastrutture per la transizione la classe di asset preponderante nel settore.
Stati Uniti: transizione più lenta ma costante
Negli Stati Uniti, le leggi fiscali e di bilancio recentemente introdotte prevedono il phasing out degli incentivi fiscali federali alle rinnovabili in tempi più rapidi; ciò potrebbe generare un’ondata di progetti nel breve termine, seguita da una fase di rallentamento, ma non di arresto, degli sviluppi eolici e solari.
La competitività di costo intrinseca delle rinnovabili e la domanda crescente (es. da data centre) dovrebbero continuare a sostenere nel lungo periodo la crescita infrastrutturale statunitense nel settore.
Un mercato a favore dei buyer crea opportunità
Il mercato delle rinnovabili è ormai diventato favorevole agli acquirenti. La revisione delle aspettative di rendimento – spinta da tassi più elevati e minori risorse in eccesso – ha aperto uno squilibrio tra domanda e offerta di capitale, generando interessanti punti d’ingresso per investitori di lungo termine.
Le strategie Core e Core+ restano ben posizionate, con le aspettative di rendimento in crescita dal 2024, e ritorni azionari prossimi (per le Core) o superiori (per le Core+) alla soglia del 10%.
Preferiamo strategie focalizzate su asset operativi e in costruzione di alta qualità, che offrano ottima visibilità sui flussi di cassa e possibilità di rendimenti superiori attraverso gestione attiva. Opportunità a rendimento più elevato si trovano in aree emergenti e accessorie, sebbene manteniamo prudenza sui progetti in stadio iniziale.
La dislocazione tra asset quotati e non quotati ha anche favorito numerose operazioni di delisting (“take-private”).
Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Fonte: Greencoat Fund, report trimestrali Q1 2015–Q1 2025 (Total Return Index NAV, NAV + dividendi reinvestiti). Le performance passate non sono un indicatore affidabile per il futuro. Nessuna garanzia che questo andamento resti costante. Il tasso di sconto si riferisce a asset eolici nel Regno Unito.
Immobiliare: perché prevediamo una serie interessante di vintage
Dopo una lunga fase di price discovery e aggiustamenti non uniformi, si moltiplicano le prove che il real estate globale sia a un punto di svolta, con una fase di ripresa in atto.
Il nostro framework proprietario di valutazione indica una quota crescente di opportunità interessanti in più settori e regioni. Riteniamo quindi che stia iniziando una sequenza di vintage di investimento particolarmente attraenti.
La nostra attenzione va a settori in cui il miglioramento operativo può generare extra-performance, come logistica, residenziale, storage e hospitality, dove ora si rilevano dislocazioni di prezzo significative rispetto al potenziale di reddito di lungo termine.
Negli ultimi mesi, la fiducia degli investitori è stata alimentata dal miglioramento delle tensioni globali e da una maggiore certezza sul fronte dei dazi.
Correzione dei prezzi e ripresa disomogenea: nuove opportunità
Fonte: MSCI, 2025.
Lato “offerta” favorevole
Sebbene le nostre aspettative sulla crescita economica e degli affitti restino moderate, la scarsità di offerta continua a sostenere la performance operativa.
I costi di costruzione più elevati e la riduzione della disponibilità di debito hanno rallentato fortemente i nuovi progetti. Si evidenzia sempre di più un impatto di “cost-push” sugli affitti, con l’aumento dei costi che spinge l’incremento dei canoni per mantenere la redditività dei nuovi sviluppi.
Se le economie dovessero ritrovare slancio, queste dinamiche potrebbero consentire agli asset ben posizionati di ottenere crescita reale dell’income. Condizioni di offerta rigida e costi crescenti, unite a valutazioni rettificate, stanno ponendo le basi per una migliore performance di lungo periodo.
Maggiore attenzione alle specificità degli asset
Il nostro posizionamento di portafoglio preferito si è ormai spostato verso un approccio più neutrale tra i vari settori. Questo è dovuto a una maggiore visibilità sui livelli minimi dei canoni di locazione nei comparti retail e uffici, oltre che ai rendimenti elevati disponibili per gli asset “future-proof”, ossia resilienti nel tempo. Più in generale, ci aspettiamo che le considerazioni specifiche sugli asset e sulla microlocalizzazione, come ad esempio il profilo di sostenibilità dell’edificio, abbiano un impatto sempre maggiore sulla performance relativa nei prossimi anni, soprattutto se confrontati con gli ultimi periodi, caratterizzati da una forte divergenza nei rendimenti tra i diversi settori.
Il settore retail, dopo anni di sotto-performance, ha sorpreso positivamente, sostenuto dal miglioramento dei modelli operativi. Nel frattempo, i segmenti living e operational – come il residenziale in locazione, gli alloggi per studenti e l’assistenza sanitaria – continuano a mostrare solidi fondamentali, offrendo trasferimento dell’inflazione sui canoni e una minore sensibilità all’andamento economico.
Abbondanti opportunità di ricapitalizzazione
L’attuale contesto sta catalizzando interessanti opportunità di ricapitalizzazione e operazioni secondarie su diverse piattaforme immobiliari e altri veicoli di investimento. Queste operazioni prevedono la fornitura di soluzioni di capitale a team di gestione già consolidati che si trovano ad affrontare vincoli di tempo e/o risorse nell’ottimizzazione del valore.
Le opportunità sono ulteriormente alimentate da dinamiche cicliche e strutturali favorevoli – in particolare dalla necessità di affrontare complessità operative e requisiti di sostenibilità – nonché dalla diminuzione dei valori patrimoniali, che ha acuito le sfide sul fronte dei finanziamenti.
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