Venture Capital: una prospettiva globale per l’ecosistema italiano
Come poter sfruttare un playbook globale in chiave locale
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Negli ultimi anni il settore del Venture Capital (VC) globale ha attraversato un profondo riequilibrio, segnando una svolta significativa per gli investitori istituzionali. In questo contesto, Schroders identifica cinque principi fondamentali che oggi definiscono un programma di VC di successo:
- focalizzarsi sull’early stage
- qualità e accesso come leve di rendimento
- incrementare l’esposizione verso le opportunità a maggiore potenziale tramite secondari e co-investimenti selezionati
- mantenere un’elevata diversificazione sia settoriale che geografica
- adottare una rigorosa disciplina valutativa nella distribuzione degli impegni nel tempo
Questi principi, elaborati grazie all’esperienza internazionale di Schroders, costituiscono il quadro strategico che ha guidato l’analisi dell’ecosistema italiano e delle sue specificità. Il documento ricostruisce l’evoluzione del Venture Capital in Italia attraverso dati storici e testimonianze dirette, tra cui l’intervista ad Alessandro Fracassi (MutuiOnline/Moltiply Group). La storia dell’ecosistema si configura come un percorso di lungo periodo: si passa da una situazione in cui il VC era pressoché assente, fino a un mercato che oggi evidenzia segnali tangibili di maturazione, con maggiore disponibilità di capitale, un crescente numero di fondi domestici, e una sempre maggiore sinergia tra università, industria e politiche pubbliche. L’Italia beneficia inoltre di un flusso di opportunità in rapida espansione, valutazioni d’ingresso competitive e un consolidamento dell’offerta di capitale a sostegno delle fasi seed ed early stage, confermando la validità del playbook di Schroders anche per il contesto domestico.
Il paper affronta poi le sfide strutturali che ancora limitano la capacità dell’Italia di generare scale-up globali. Sebbene vi sia un aumento della qualità delle startup, il Paese fatica a trasformarle in realtà internazionali di grandi dimensioni. Per comprendere come superare tali limiti viene approfondito il caso di Bending Spoons, attraverso un’intervista al co-founder Francesco Patarnello. Il percorso della società, oggi tra i maggiori casi di successo tecnologico europei, evidenzia tre elementi chiave: la creazione di una piattaforma di prodotto replicabile, una rigorosa disciplina operativa e nella selezione delle persone, e la capacità di integrare capitale proprio e debito per favorire una crescita sostenibile. L’esperienza di Bending Spoons dimostra che, pur in presenza di vincoli sistemici, team con visione globale e grande capacità di esecuzione possono costruire campioni internazionali partendo dall’Italia.
Per illustrare come il capitale di rischio interpreti e contribuisca a questa evoluzione, il documento propone le testimonianze di due fondi attivi nell’ecosistema italiano: 360 Capital, che da oltre 25 anni opera in Europa con un modello basato su forti partnership industriali, e Koinos Capital / Italian Founders Fund, che porta nel mercato italiano un approccio guidato dagli stessi imprenditori, sostenuto da una comunità in grado di accelerare la qualità del dealflow e la crescita delle startup nelle fasi iniziali. Questi due casi dimostrano come operatori diversi, per storia e strategia, convergano nel riconoscere il potenziale dell’Italia nelle fasi iniziali di sviluppo e nell’importanza di un capitale che unisca competenze operative e ambizione globale.
Guardando al futuro, la recente evoluzione normativa introduce nuovi incentivi fiscali per Casse di Previdenza e Fondi Pensione, creando le condizioni per un crescente afflusso di capitale verso l’innovazione italiana nei prossimi anni. Tuttavia, il documento sottolinea che l’aumento dell’allocazione verso il VC non dovrebbe essere guidato esclusivamente dai vantaggi fiscali, ma deve mantenersi bilanciato e disciplinato, concedendo all’ecosistema il tempo necessario per consolidare le proprie capacità di generare scale-up e gestire in modo efficace le sfide storiche del mercato.In sintesi, il Venture Capital italiano sta entrando in una fase di evoluzione accelerata, in cui il potenziale di crescita è evidente ma richiede visione di lungo periodo, selettività e rigore nell’esecuzione degli investimenti. Il ruolo degli investitori istituzionali sarà centrale per trasformare la dinamica attuale positiva in una fonte stabile di crescita e innovazione per il Paese.
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