Multi-Asset View - Settembre 2026
La view mensile dei nostri esperti su asset allocation
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Il contesto di crescita continua a essere favorevole: riteniamo che il rischio di recessione negli Stati Uniti sia basso e che l’andamento degli utili societari continui a sostenere la nostra visione positiva sui titoli azionari. Questo mese abbiamo deciso di effettuare prese di beneficio sulla nostra esposizione al settore tecnologico asiatico, che avevamo aperto allo scoppio del conflitto in Iran, alla luce dell’ottima performance registrata. Manteniamo una visione positiva sul Nasdaq. I rischi legati al nostro scenario di base sono aumentati e stanno diventando sempre più correlati tra loro. La tensione in Medio Oriente persiste e le riserve strategiche di petrolio sono ora in calo. Ci siamo preparati a questa situazione assumendo posizioni lunghe sui titoli del settore energetico e di quello minerario. La potenziale pressione al rialzo sui prezzi del petrolio complica un contesto già difficile per la Federal Reserve (Fed). Le aspettative sui tassi scontate dai mercati sono ora in linea con le nostre previsioni e abbiamo assunto una posizione tattica lunga sul decennale statunitense, in linea con il miglioramento delle valutazioni. Il 16 settembre, come previsto, la Fed ha alzato i tassi, una misura necessaria affinché Warsh dimostrasse di non essere una colomba in abiti da falco. Prevediamo comunque che persisteranno i timori sulla credibilità della banca centrale e deteniamo l’oro come copertura contro questo rischio. Continuiamo a mantenere una posizione sottopesata sul credito investment grade statunitense, in considerazione di un rapporto rischio/rendimento poco favorevole agli attuali livelli di spread e delle pressioni derivanti dall'intensa attività di emissione legata agli investimenti nell'intelligenza artificiale. Il cambiamento principale rispetto al mese scorso è rappresentato dalla chiusura della nostra posizione lunga sul dollaro statunitense. Le minacce di intervento sullo yen giapponese e i timori riguardo alla volontà della Fed di aumentare i tassi in misura sufficiente a frenare l'inflazione ci hanno spinto a rivedere al ribasso il nostro giudizio, portandolo a neutrale. Nel complesso, manteniamo un posizionamento prociclico sui titoli azionari, ma riconosciamo che la nostra visione è sempre più incorporata nelle valutazioni di mercato e che i rischi stanno aumentando.
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