Coronavirus: come si dovrebbe comportare un investitore?
Guardare al passato per gestire il presente

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Il coronavirus rappresenta la minaccia più recente all'armonia dei mercati, che ancora una volta pone una domanda senza tempo: come si dovrebbe comportare un investitore in un periodo di crisi?
Che tu sia un investitore professionale che gestisce denaro per conto di altre persone, oppure un investitore individuale che si occupa solo del proprio capitale, la domanda resta la stessa. Ma prima di rispondere, ecco alcune considerazioni.
Quanto è reale la crisi attuale a livello economico?
La verità è che non conosciamo ancora le dimensioni effettive della diffusione o gli effetti economici che questa potrebbe causare. Sappiamo tuttavia che ciò sta succedendo in un momento in cui la crescita economica era già abbastanza anemica, di conseguenza una regressione è possibile. Gli investitori potrebbero trarre beneficio dall'esposizione su asset che reagiscono bene in periodi di recessione. I Titoli di Stato, lo Yen giapponese e l'oro, per esempio, possono offrire una certa protezione.
Potrebbero ad ogni modo verificarsi scenari economici più complessi. La politica di contenimento, che è essenziale dal punto di vista della salute, è ciò che sta avendo l'impatto maggiore sulle economie occidentali. Se queste dovessero vedere un allentamento, il livello di attività potrebbe tornare a crescere. Tuttavia, per ribadire il concetto, al momento nessuno è in grado di prevedere quali saranno gli sviluppi.
Come risponderanno le autorità?
Una risposta solida da parte delle banche centrali e dei governi rappresenterebbe un risvolto positivo per i prezzi degli asset. I tassi di interesse potrebbero essere tagliati ulteriormente e potremmo vedere anche tagli fiscali più consistenti. Se in questo modo si riuscirà a contenere la diffusione, le banche centrali avranno messo il turbo ai mercati azionari. Misurare la dose esatta di medicina per gestire le crisi economiche è notoriamente un compito difficile, come dimostra anche la storia recente.
La reazione dei mercati azionari è esagerata?
Il brusco sell-off dei titoli azionari innescato dall'arrivo del COVID-19 in Europa è stato "doloroso". Tuttavia, occorre fare un passo indietro. Gli investitori nei mercati sviluppati, che hanno goduto di un mercato "toro" prolungato negli ultimi 10 anni, sono stati privati soltanto di una piccola parte dei propri ritorni. I prezzi delle azioni si sono ridotti ai livelli della metà del 2019. Basta guardare all'andamento dei rendimenti dell'azionario globale negli ultimi 10 anni per mettere il tutto in prospettiva.
I mercati sono convenienti in questo momento?
Direi che le valutazioni non sono ancora abbastanza convenienti per spingere ad assumersi ulteriori rischi, indipendentemente dagli scenari legati al coronavirus. Ciò che gli investitori possono fare è individuare potenziali opportunità attraverso un approccio attivo e ribilanciare i rischi a livello di singole obbligazioni e singole azioni.
Che lezione possiamo imparare dalla storia?
Guardando ai dati si possono trarre diverse conclusioni, ma vorrei sottolineare un'osservazione sulla volatilità del mercato azionario Usa, misurato dal VIX, noto anche come "indicatore della paura".
Quando questo indice ha raggiunto livelli alti, i rendimenti seguenti si sono mostrati generalmente solidi. In media, l'S&P500 ha registrato una performance del 25% nei 12 mesi dopo che il VIX ha superato il livello di 33. Di conseguenza bisognerebbe considerare che il VIX ha raggiunto quasi quota 50 a febbraio, in notevole rialzo rispetto al suo range recente compreso tra 10 e 20.
Tuttavia, è possibile che i modelli storici non si ripetano. Anche se offrono una certa dose di rassicurazione, sarebbe imprudente, o addirittura superficiale, accantonare i rischi di questa crisi fino a quando non saranno quantificabili.
Vale inoltre la pena di riconoscere l'importanza di avere informazioni aggiornate, che hanno come sempre un ruolo cruciale nelle decisioni di investimento, ma che spesso scarseggiano nei momenti di crisi. Il lavoro dei nostri analisti localizzati nelle diverse parti del mondo è di vitale importanza. Il nostro team di data scientist, composto da oltre 20 membri, ha un ruolo di prima linea nella raccolta delle informazioni. Al momento il team sta lavorando su diversi progetti per valutare l'impatto del virus, ad esempio il tracciamento di indicatori di attività economica ad alta velocità, come uso di app per taxi, mappe, take-away e caffè.
Ciò ci riporta alla nostra domanda di partenza: come dovrebbe comportarsi un investitore in un periodo di crisi?
La risposta breve è: in modo calmo e razionale. C'è ancora molto lavoro da fare naturalmente. I nostri team di investimento continuano a portare avanti analisi dettagliate su migliaia di azioni e obbligazioni. In quanto gestori multi-asset, siamo sempre pronti ad affrontare cambiamenti nelle prospettive economiche che alterano l'outlook per le aree in cui investiamo. I nostri investitori più specializzati, nel frattempo, continueranno a focalizzarsi sulle opportunità nelle loro specifiche aree di competenza, che si tratti di real estate, infrastrutture o private equity.
Un buon investimento si basa su un processo decisionale effettuato a mente fredda. La fonte dell'incertezza sarà sempre diversa, ma proprio per questo vengono progettati processi d'investimento ben consolidati che permettono ai gestori attivi di fare un passo indietro, analizzare le proprie posizioni e ricercare continuamente opportunità, indipendentemente dalle condizioni prevalenti. Un buon investimento richiede infine che si individui una strategia di lungo termine e che la si segua con costanza.
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