Economia & Mercati - Primo trimestre 2017
Il documento trimestrale che presenta la nostra view macroeconomica e le nostre indicazioni di asset allocation. Rappresenta un utile strumento per comprendere come nascono le nostre previsioni sui possibili sviluppi dei mercati in un orizzonte temporale di 12 mesi.

Gli asset rischiosi hanno chiuso l’ultimo trimestre del 2016 all’insegna del vigore, con un rally dei titoli azionari, specialmente nei segmenti ciclici, a fronte delle speranze di reflazione alimentate dall’elezione di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti. Per contro, i titoli di Stato hanno ceduto la maggior parte dei guadagni realizzati durante l’anno, mentre le materie prime hanno evidenziato un buon andamento, poichè i mercati puntano sugli effetti reflazionistici delle politiche di Trump, sostenuti dal consolidamento dei dati macroeconomici. Quanto ai mercati dei cambi, dopo una fase di relativa calma durante l’estate, nel quarto trimestre il dollaro USA si è rafforzato, creando pressioni sulle valute dei Paesi emergenti.
Le nostre previsioni sulla crescita globale sono state riviste in positivo per la prima volta in quasi due anni. Ciò rispecchia la ripresa economica superiore alle attese a livello mondiale e le prospettive di un’espansione fiscale negli Stati Uniti nel corso dell’anno. Inoltre, assisteremo probabilmente a ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed), alla luce del continuo consolidamento del mercato del lavoro e dell’aumento delle pressioni inflazionistiche. Per contro, la Banca Centrale Europea (BCE) e la Bank of Japan (BoJ) dovrebbero mantenere la politica monetaria invariata, poiché le rispettive regioni si trovano in una fase più arretrata del ciclo.
Venendo alle view sull’asset allocation, abbiamo innalzato a positivo il giudizio sulle azioni, data la rotazione verso un assetto reflazionistico che dovrebbe creare un contesto più favorevole alla crescita degli utili. La nostra analisi suggerisce inoltre che il premio per il rischio azionario è in grado di assorbire un aumento moderato dei rendimenti obbligazionari. Analogamente, siamo diventati ottimisti sui mercati destinati a beneficiare maggiormente del tema della reflazione, come il Giappone e l’Europa escluso Regno Unito. Abbiamo invece ridotto a neutrale il giudizio sulle azioni dei mercati emergenti per via degli ostacoli che potrebbero derivare dall’apprezzamento del dollaro e dal repricing delle aspettative sui tassi USA.
Auguriamo ai nostri lettori tutto il meglio per il 2017.
Tina Fong, CFA Redattore,
11 gennaio 2017