Prospettive
Questo mese ci siamo chiesti ancora se sia giunto il momento tanto atteso. Dopo essere diventati neutrali sul fixed income il mese scorso, ci siamo chiesti se fosse il caso di passare a una posizione sovrappesata sui titoli di Stato o sul debito investment grade, soprattutto perché riteniamo che i prezzi di mercato riflettano ora una valutazione più realistica dei rialzi dei tassi necessari per rallentare l'inflazione. I rendimenti offerti cominciano ad apparire interessanti, ma per il momento abbiamo deciso di mantenere un assetto neutrale, in attesa di prove concrete di una flessione del mercato del lavoro che consenta alla Federal Reserve (Fed) di allentare la politica sui tassi di interesse. In termini relativi, abbiamo preso profitto su una parte della nostra esposizione alle valute dei mercati emergenti, che abbiamo posseduto durante l'estate per "carry", e ora vediamo più valore nel credito come fonte di reddito nel portafoglio.
Abbiamo confermato il sottopeso sulle azioni in quanto i tassi di interesse continueranno a esercitare pressioni sulle valutazioni e i rischi di recessione frenano gli utili. Ciononostante, riconosciamo che c’è già stata una netta correzione e abbiamo inserito in portafoglio alcune posizioni ad alto beta in ambito azionario; stiamo inoltre sovrappesando il Giappone rispetto all’Australia dato che lo yen debole favorisce le società nipponiche e diamo preferenza a banche e small cap USA a scapito delle società dell’S&P500.
Confermata anche la sovraponderazione di energia e agricoltura fra le commodity alla luce delle difficoltà di approvvigionamento e dei timori per la persistenza dell’inflazione. Abbiamo mantenuto una posizione lunga sull’euro contro il dollaro canadese e intendiamo sovrappesare USD e EUR rispetto alla sterlina, ritenendo che la Bank of England (BOE) deluderà le aspettative del mercato circa i rialzi dei tassi. Nel complesso, dopo aver ridotto la view a neutrale sul dollaro USA un mese fa, ci concentriamo ora sulle aspettative relative dei tassi d'interesse tra le banche centrali.
In conclusione, siamo più ottimisti sul fixed income dal momento che i rendimenti attuali lasciano sperare in future performance positive. Tale prospettiva implica inoltre che le azioni sono prossime a livelli interessanti in quanto un’eventuale pausa sul fronte dei tassi di interesse favorirebbe le valutazioni. Dobbiamo solo aspettare che i rialzi dei tassi sortiscano il loro effetto.
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