Economia & Mercati 3Q


Introduzione

Nonostante i risultati positivi, il trimestre è stato più difficile per le
azioni rispetto a quelli precedenti. Sono aumentati i timori circa le
prospettive di un inasprimento delle politiche monetarie e fiscali, in
risposta all’accelerazione della crescita e dell’inflazione, da parte delle
principali banche centrali. Gli investitori sono pertanto tornati a
concentrarsi sui mercati più difensivi e orientati alla crescita. L’S&P 500
ha trainato la performance, mentre l’azionario giapponese è rimasto
indietro. Le obbligazioni societarie e governative hanno riportato
risultati positivi. Le commodity si sono confermate l’asset class
migliore, grazie all’incremento dei prezzi del petrolio.
Il successo delle campagne vaccinali, il supporto delle politiche fiscali e
monetarie e la flessibilità di molte società, che ha consentito loro di
adattarsi alle restrizioni dovute alla pandemia, ci hanno indotto a
rivedere al rialzo le prospettive di crescita globale. Nel breve termine, si
attende un aumento dell’inflazione dovuto al rialzo dei prezzi delle
commodity e alla riapertura del settore dei servizi. Tali fattori
dovrebbero scemare, ma per il prossimo anno ci aspettiamo un
incremento dell’inflazione a fronte della riduzione dell’output gap e
della capacità produttiva. In tale contesto, crediamo che la Federal
Reserve (Fed) inizierà a ridimensionare gli acquisti di asset in dicembre
quest’anno e ad alzare i tassi nel Q4 2022.
Il rischio principale per la nostra view macroeconomica è uno scenario
di “espansione e contrazione”, con un’accelerazione della crescita
maggiore del previsto. Di conseguenza, anche l’inflazione aumenterà e
si assisterà a un inasprimento monetario, che comporterà una netta
flessione dell’attività economia il prossimo anno.
Data la solida ripresa della crescita globale, confermiamo il sovrappeso
sulle commodity. L’asset class offre inoltre una certa protezione
dall’inflazione guidata dai costi. Al contempo, guardiamo ancora con
favore ai titoli azionari, ma siamo sottoesposti a obbligazioni
governative e societarie. Abbiamo assunto un giudizio negativo sulle
obbligazioni investment grade USA, a fronte di valutazioni molto
onerose. Per quanto riguarda le azioni, prevediamo una solida crescita
degli utili che compenserà l’impatto del rialzo dei rendimenti
obbligazionari. Sempre in ambito azionario, preferiamo le aree meno
sensibili alla duration, come Europa e settori value.

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