Global Investor Study

Gli investitori mirano a un "reddito minimo" del 10,1%

La ricerca Global Investor Study di Schroders rivela quali sono le aspettative dei risparmiatori e quali investimenti hanno scelto per soddisfarle.

03/12/2018

David Brett

David Brett

Investment writer

Da una ricerca globale emerge che i risparmiatori sperano di ottenere dai propri investimenti un reddito minimo medio del 10,1%.

Il dato, rappresentato dai dividendi e interessi generati dai titoli in portafoglio, mostra un aumento rispetto al 9,1% di due anni fa, oltre a essere nettamente più elevato dell'effettivo rendimento ottenibile oggi sui mercati.

​L'edizione 2018 della ricerca Global Investor Study (GIS) di Schroders abbraccia diversi temi, tra cui le tipologie di investimento detenute dai risparmiatori così come le loro speranze e aspettative. Sono stati intervistati oltre 22.000 investitori di 30 Paesi di tutto il mondo.

A livello regionale, il reddito medio auspicato si attesta all'11,5% nelle Americhe, al 10,9% in Asia e al 9,0% in Europa. 

​Il reddito da capitale può aiutare a mantenere un certo stile di vita negli anni lavorativi o dopo il pensionamento, ma attese non realistiche potrebbero rovinare i piani.

Il reddito desiderato appare troppo ottimistico. Il livello attuale del rendimento offerto dall'azionario mondiale, in base all'indice MSCI World, è pari al 2,4%.

Commenta così Rupert Rucker, Head of Income di Schroders: “Attualmente il divario tra il reddito auspicato e quello effettivamente conseguibile è ampio e, francamente, preoccupante. 

I risparmiatori nutrono grandi aspettative sui loro investimenti: sperano che rendano abbastanza da poter realizzare i loro progetti per il futuro. Ma se il reddito atteso è ben lontano da quello effettivo, i piani potrebbero andare in fumo.”

Investitori alla ricerca di redditi elevati

Lo studio ha rivelato la composizione dei portafogli degli investitori. In media, il 33,2% è investito in azioni, il 18,4% in obbligazioni, il 12,0% nel settore immobiliare e l'11,1% in strumenti alternativi, come le materie prime. Inoltre, generalmente più di un quarto dei risparmi (il 25,3%) resta in forma liquida.

 Una porzione consistente di liquidità da un lato rischia di ridurre il reddito che il portafoglio è in grado di generare a causa dell'esiguità dei tassi di interesse, dall'altro è meno rischiosa di altri tipi di investimento, come le azioni. 

Per un'analisi più approfondita, abbiamo confrontato le attese dei risparmiatori statunitensi con il reddito di un portafoglio effettivo. 

L'Americano medio investe il 35% in azioni , il 20% in obbligazioni, il 20% in liquidità, il 12% in fondi immobiliari e il 12% in strumenti alternativi.

​Il team Income di Schroders ha calcolato che oggi un simile portafoglio renderebbe il 2,9%, ripartito come illustrato sotto. Vi è quindi una forte discrepanza fra il rendimento atteso e quanto effettivamente ottenibile oggi. 

Tipo di investimento Reddito Percentuale Contributo al reddito
Azioni 2,4% 35,0% 0,84%
Obbligazioni 2,6% 20,4% 0,53%
Liquidità 2,1% 20,0% 0,42%
Fondi immobiliari 4,2% 12,2% 0,51%
Strumenti alternativi 4,9% 12,4% 0,61%
TOTALE     2,91%

I dati sono riportati a mero scopo illustrativo e il reddito non è garantito. Il valore degli investimenti può aumentare o diminuire e gli investitori potrebbero recuperare un importo inferiore a quello iniziale. Dati aggiornati al 2018.

Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri e potrebbero non ripetersi.

Fonti: Thomson Reuters. Dati ricavati da: MSCI All-Country World Index per le azioni; Bloomberg Barclays Global Aggregate Index per le obbligazioni; rendimento dei Treasury USA a tre mesi per la liquidità; FTSE NAREIT US per il settore immobiliare; un normale portafoglio di strumenti alternativi, compresi bond assicurativi e delle infrastrutture, per gli investimenti alternativi.

Rucker commenta: “Nonostante il possibile aumento degli interessi in diversi Paesi, e soprattutto negli Stati Uniti, un ritorno a tassi del 5% o superiori nei mercati avanzati appare improbabile nel prossimo futuro. 

In un simile scenario, sarà difficile conseguire il reddito auspicato, per quanto il raggiungimento degli obiettivi di investimento dipenda anche dalla situazione dei singoli soggetti. Di norma, per ottenere un reddito maggiore occorre assumere un rischio maggiore. Per conseguire gli obiettivi prefissati gli investitori potrebbero prendere in considerazione un eventuale aumento dell'esposizione al rischio.”

Il valore e il reddito degli investimenti possono aumentare o diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare il capitale iniziale.

Le aspettative sul reddito degli investimenti variano a seconda dell'età. Quelle della Generazione X (37-50 anni) sono in linea con la media globale del 10,2%. I Millennial, i più ambiziosi, aspirano invece all'11,3%. Per contro i Baby Boomer si fermano all'8,7% e gli Over 71 si accontentano del 7,2%.

Variazione delle attese di reddito per Paese

Il livello di reddito atteso può essere influenzato anche da fattori geografici ed economici. 

Le aspettative di reddito sono normalmente più elevate nei Paesi in cui il costo della vita (inflazione) è più alto, come Brasile (inflazione al 4,2%) e Sudafrica (inflazione al 5,1%).

Maggiore è l'inflazione, maggiori saranno probabilmente i tassi di interesse e di conseguenza i rendimenti di risparmi e investimenti, anche se non sempre è così.

Tuttavia, anche in Paesi con un costo della vita elevato, le attese degli investitori superano di gran lunga il reddito conseguibile sulle Borse locali.

Di seguito riportiamo le attese di reddito, i tassi di inflazione e i rendimenti del mercato azionario per Paese. 

Reddito da capitale auspicato per Paese

 Paese Reddito atteso  Tasso di inflazione  Rendimento del mercato azionario 
 India  13,5% 3,7% 1,2% 
 Indonesia  13,3% 3,2%  2,6% 
 Cile  13,0% 2,6%  2,7% 
Thailandia   12,9% 1,6%  2,9% 
Brasile   12,7% 4,2% 3,8% 
Emirati Arabi Uniti   12,6% 3,8%  5,2% 
Sudafrica   12,4% 5,1%  2,8% 
Russia   12,2%  3,1%  5,5% 
Stati Uniti   12,0% 2,9%  1,8% 
Polonia   10,9% 2,2%  1,9% 
Cina   10,6% 0,5%  2,1% 
Corea del Sud   10,6% 1,4%  2,1% 
Taiwan   10,5% 1,5%  3,9% 
Portogallo   10,0% 1,3%  4,4% 
Hong Kong   9,9% 2,4%  2,9% 
Spagna   9,7% 2,2%  4,3% 
Australia   9,6% 2,1%  4,2% 
Singapore   9,2% 0,6%  4,2% 
Canada   9,0% 3,0%  3,0% 
Danimarca   8,9% 1,0%  2,2% 
Francia   8,9% 2,3%  3,1% 
Svezia   8,9% 2,1%  3,7% 
 Regno Unito  8,6% 2,5%  4,3% 
Paesi Bassi   8,6% 2,3%  2,7% 
Italia   8,5% 1,7%  4,2% 
Germania   8,2% 2,0%  2,9% 
Germania   8,1% 1,0%  2,2% 
Svizzera   7,9% 1,2%  3,2% 
Austria   7,8% 2,1% 3,3% 
Belgio   7,6% 2,2%  3,9% 

Fonte: Schroders Global Investor Study 2018; dividend yield del mercato azionario al 31 agosto 2018

​La ricerca Global Investor Study ha inoltre indagato sulle ragioni che spingono a investire. La maggior parte degli intervistati ha dichiarato di pensare soprattutto agli anni della pensione.

A questo proposito Rucker afferma: “Non è facile calcolare la somma necessaria per assicurarsi una vecchiaia dignitosa, né ipotizzare il livello di reddito che si può ottenere in un dato momento futuro. Il nostro studio mostra che oggi le attese sono lontane anni luce dalla realtà. Dovremmo spronare i risparmiatori a concentrarsi su quanto possono realisticamente ottenere dai propri portafogli. Dalla risposta a questa domanda dipenderanno l'importo da mettere da parte e l'esposizione da assumere.”

Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento e fare piani per il futuro, è consigliabile consultare un consulente finanziario.

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Schroders ha commissionato a Research Plus Ltd uno studio online indipendente condotto tra il 20 marzo e il 23 aprile 2018 su un campione di 22.000 persone in 30 Paesi, tra cui: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Spagna, EAU, Regno Unito e USA. Ai fini dell'indagine, vengono definiti "investitori" coloro che intendono investire almeno 10.000 euro (o un importo equivalente) nei prossimi 12 mesi e che hanno apportato modifiche ai propri investimenti negli ultimi dieci anni.