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Parola d'esperto

Azionario: premiati i coraggiosi

Investire in titoli a “buon mercato”

02/05/2019

Duncan Lamont

Duncan Lamont

Head of Research & Analytics

 

Gli investitori che sono stati abbastanza coraggiosi da combattere l’impulso emotivo di vendere nel corso della carneficina sui mercati con cui si è concluso il 2018 sono stati lautamente ricompensati nei primi mesi del 2019.

Tra i cinque mercati azionari che analizziamo regolarmente – Regno Unito, USA, Europa, Giappone e Mercati Emergenti – anche il peggiore del gruppo, il Giappone, ha offerto un rendimento di quasi l’8% dall’inizio dell’anno (al 12 aprile).

Gli Stati Uniti hanno avuto la performance migliore, con un rialzo del 13,9%, che rispecchia quasi perfettamente il calo del 13,7% nel quarto trimestre del 2018. Tuttavia, è utile ricordarsi che, per via del compounding dei rendimenti da un periodo all’altro, un determinato rialzo non è sufficiente a contrastare una perdita precedente dello stesso valore percentuale: infatti, il rendimento complessivo dell’azionario USA nei sei mesi che comprendono l’ultimo trimestre 2018 e il primo trimestre 2019 è di -1,7%. Il Regno Unito, l’Europa e i Mercati Emergenti hanno tutti avuto un rialzo vicino al 10% quest’anno.

Le valutazioni sono uno degli indicatori più importanti di rendimenti a lungo termine. Se si compra quando i titoli sono ‘a buon mercato’, le probabilità sono a favore degli investitori. Se invece si compra quando i titoli sono costosi, anche se non per forza si soffriranno delle perdite, sarà necessaria una congiuntura favorevole di un numero maggiore di fattori affinché l’investimento vada a buon fine.

Ci eravamo accorti a gennaio che la combinazione di una crescita solida degli utili e del calo dei mercati aveva portato l’azionario in ogni parte del mondo sui valori vicini ai minimi degli ultimi anni. Sebbene i rischi a breve termine fossero elevati, le prospettive a lungo termine erano significativamente migliorate.

Sebbene le valutazioni siano solitamente un indicatore poco affidabile della performance a breve termine, i mercati hanno avuto un evidente rialzo rispetto a quel punto di minimo. Tuttavia, la solida performance della prima parte del 2019 significa che i rendimenti attesi nel medio-lungo termine sono già stati ottenuti in appena tre mesi.

Ciò riduce le prospettive di guadagno future, e il quadro delle valutazioni ora si è molto indebolito. Alcuni semplici modelli basati sui dividendi o sugli utili suggeriscono che i rendimenti attesi a lungo termine sono inferiori dello 0,3-0,4% rispetto all’inizio dell’anno in tutti i mercati azionari.

Tuttavia, è opportuno fare delle distinzioni. Se si escludono gli USA, la maggior parte degli indicatori di valutazione (rapporto prezzo/utili forward e trailing, rapporto prezzo/valore contabile e dividend yield) sono abbastanza vicini alle medie storiche, con l’eccezione del CAPE, il rapporto prezzo/utili corretto per il ciclo. Si tratta di un campanello di allarme ma non di un aspetto così preoccupante da perderci il sonno.

Ovviamente, potrebbero verificarsi delle performance negative – una ripresa dei rialzi dei tassi negli USA sarebbe un possibile driver – ma è improbabile che le valutazioni siano l’origine del problema.

Gli Stati Uniti invece continuano a essere in bilico. Tuttavia, scommettere contro l’azionario USA è da anni un’impresa folle e agli investitori conviene mantenere un’esposizione bilanciata all’equity globale.

 

Informazioni importanti: le opinioni e i pareri contenuti nel presente documento sono stati espressi da Duncan Lamont, Head of Research and Analytics di Schroders, e non rappresentano necessariamente la visione aziendale formulata in altre comunicazioni, strategie o comparti di Schroders. Il presente documento ha scopo meramente informativo e non deve essere inteso quale offerta o una sollecitazione ad acquistare o a vendere qualsivoglia tipo di strumento finanziario o titolo o al fine di adottare una determinata strategia di investimento. Le informazioni qui contenute non rappresentano una consulenza, una raccomandazione o materiale di ricerca finalizzato all'investimento e non tengono in considerazione le specificità dei singoli destinatari. Il presente materiale non intende fornire una consulenza contabile, legale o fiscale e non deve essere utilizzato in tal senso. Schroders ritiene attendibili le informazioni qui contenute ma non ne garantisce la completezza o la precisione. Schroders non si assume alcuna responsabilità per fatti o giudizi errati. Nell’assumere le proprie decisioni strategiche e/o sulle singole operazioni finanziarie, gli investitori non devono fare affidamento sulle opinioni e sulle informazioni riportate nel presente documento. I rendimenti passati non sono un indicatore dei risultati futuri, i prezzi delle azioni e l'utile che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l'importo investito in origine. Pubblicato da Schroder Investment Management (Europe) S.A., 5, rue Höhenhof, L-1736 Senningerberg, Luxembourg. Registro Imprese Lussemburgo: B 37.799. Distribuito da Schroders Italy SIM S.p.A., Via della Spiga 30, 20121 Milano. Per vostra sicurezza, le comunicazioni possono essere registrate o monitorate.