Prospettiva

Parola d'esperto

Il Coronavirus punta i riflettori sugli investimenti sostenibili


Andrew Howard

Andrew Howard

Head of Sustainable Research, ESG

Oggi è difficile iniziare qualsiasi tipo di analisi senza fare riferimento alla minaccia del coronavirus. L'impatto a livello umano, economico e finanziario si sta rivelando notevole. A meno di due mesi dal primo caso, l'OCSE ha abbassato di un quinto le stime per la crescita globale nel 2020, e ciò si è riflesso nella rapidità e nella portata dei recenti cali azionari.

La risposta dei mercati al virus è in contrasto con crisi simili avvenute in passato. Per esempio, quando imperversava l'influenza spagnola nel 1918-19, è noto che i principali indici azionari sono saliti. Il mondo di oggi è molto diverso da quello del 1918, ma anche da quello di dieci anni fa, quando la diffusione dell'influenza suina ha coinciso con un aumento del 40% dell'indice Dow Jones Industrial Average.

Oggi più che mai le aziende dipendono dalla società in generale: le catene di approvvigionamento sono più complesse e connesse, le tensioni sociali e ambientali sono più acute e c'è un'accelerazione nella regolamentazione per gestire i crescenti squilibri tra profittabilità del business e bisogni della comunità.

Le imprese non operano nel vuoto

Questo contesto in evoluzione mette in evidenza l'importanza della sostenibilità negli investimenti. Da tempo sosteniamo che le aziende non operano nel vuoto. Il loro successo riflette la capacità di adattarsi alle sfide e ai trend della società di cui fanno parte.

I problemi ambientali e sociali rappresentano quindi sempre più un rischio finanziario, e ciò porta le imprese a ricalibrare strategie e piani di crescita sul lungo termine. Da investitori, la capacità di esaminare le aziende e di distinguere tra vincitori e sconfitti migliora man mano che la rendicontazione della sostenibilità d'impresa diventa "mainstream".

I punti di rottura sono sempre più vicini

Guardando oltre l'attuale crisi, diverse sfide ambientali e sociali toccheranno il picco nel corso dei prossimi dieci anni:

- Il cambiamento climatico rimodellerà l'ambiente fisico e l'economia globale. Il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico ha avvertito che abbiamo solo dieci anni per dimezzare le emissioni di gas serra. Se non riusciremo ad allontanarci dai combustibili fossili, il mondo vedrà un'escalation di danni fisici: innalzamento del livello del mare, scarsità di terra agricola e meteo più variabile. Negli anni '60 le emissioni erano la metà rispetto a oggi. Il necessario ritorno a livelli simili entro il 2030 ? quando la popolazione mondiale sarà circa raddoppiata e l'output economico sarà 10 volte maggiore ? richiederà una riallocazione di capitale su ampia scala e creerà disruption in tutti i
settori.

- Gli sviluppi tecnologici rimodelleranno il ruolo dei lavoratori. PwC stima che l'intelligenza artificiale potrebbe mettere a rischio il 30% dei posti di lavoro entro gli anni '30 di questo secolo, richiedendo nuove competenze e rendendo inutili ruoli attuali. Cambiamenti paragonabili a quelli di secoli di rivoluzione industriale saranno ora concentrati in meno di una generazione.

- I disordini sociali mettono a rischio la stabilità politica e i sistemi economici. Questi hanno già raggiunto in tutto il mondo livelli mai visti. Le pressioni accumulate negli ultimi dieci anni stanno ora portando al punto di rottura nelle economie sviluppate ed emergenti. I policymaker possono rispondere cercando di ribilanciare attivamente il contesto economico che ha portato a guadagni non uniformi, oppure ne subiranno le conseguenze.

Ognuno di questi trend avrà un impatto importante su economie e settori. Insieme, rappresentano un mix in grado di dare nuova forma ai mercati azionari e ridefinire l'industria degli investimenti. Gli investimenti sostenibili stanno diventando sempre più un requisito indispensabile, e non una scelta.

La tendenza si sta invertendo

Negli ultimi decenni l'industria degli investimenti si è focalizzata sull'analisi dei dati finanziari, concentrandosi di più su quanto un'azienda fattura e meno su come lo fa o su quanto sostenibili siano i suoi profitti. La tendenza si sta ora invertendo. Gli asset manager devono rimettere a fuoco le loro "lenti" ora più che mai.

Informazioni importanti: le opinioni e i pareri contenuti nel presente documento non rappresentano necessariamente la visione aziendale formulata in altre comunicazioni, strategie o comparti di Schroders. Il presente documento ha scopo meramente informativo e non deve essere inteso quale offerta o una sollecitazione ad acquistare o a vendere qualsivoglia tipo di strumento finanziario o titolo o al fine di adottare una determinata strategia di investimento. Le informazioni qui contenute non rappresentano una consulenza, una raccomandazione o materiale di ricerca finalizzato all'investimento e non tengono in considerazione le specificità dei singoli destinatari. Il presente materiale non intende fornire una consulenza contabile, legale o fiscale e non deve essere utilizzato in tal senso. Schroders ritiene attendibili le informazioni qui contenute ma non ne garantisce la completezza o la precisione. Schroders non si assume alcuna responsabilità per fatti o giudizi errati. Nell'assumere le proprie decisioni strategiche e/o sulle singole operazioni finanziarie, gli investitori non devono fare affidamento sulle opinioni e sulle informazioni riportate nel presente documento. I rendimenti passati non sono un indicatore dei risultati futuri, i prezzi delle azioni e l'utile che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l'importo investito in origine. Pubblicato da Schroder Investment Management (Europe) S.A., 5, rue Höhenhof, L-1736 Senningerberg, Luxembourg.
Registro Imprese Lussemburgo: B 37.799. Distribuito da Schroder Investment Management (Europe) S.A., Succursale italiana, Via della Spiga 30, 20121 Milano. Per vostra sicurezza, le comunicazioni possono essere registrate o monitorate.