La valutazione della sostenibilità aziendale? Meglio non esternalizzarla


Sono svariate le fonti a disposizione degli investitori per valutare la sostenibilità di un'azienda, come ad esempio MSCI, Sustainalytics e Thomson Reuters. Sebbene possano essere utili per evidenziare problematiche e ottenere dati, ritengo che un'analisi proprietaria sia più efficiente.

Per questo motivo io e il mio team usiamo un sistema proprietario, sviluppato e implementato con il supporto del team di Schroders dedicato agli investimenti sostenibili, per analizzare il 'Quoziente di Sostenibilità' (SQ) di una società.

Cosa miriamo a individuare?

Se con 'sostenibilità' intendiamo la durevolezza del modello di business di un'azienda sul lungo termine, quello che vogliamo comprendere è 'cosa fa sì che una buona azienda resti tale?'.

La combinazione della ricerca empirica e della nostra esperienza ci ha fatto comprendere che la sostenibilità si basa su due fattori chiave. Solo le società che vengono gestite a) in un'ottica di lungo termine e b) con attenzione nei confronti di tutti gli stakeholder saranno in grado di mantenere crescita e rendimenti superiori alla media.

Tuttavia, i mercati tendono a ignorare le previsioni di lungo termine, guardando raramente a un orizzonte superiore a qualche anno. Gli analisti faticano inoltre a valutare i fattori non finanziari, non essendo calcolabili. Ciò significa che il mercato spesso non riesce a individuare o valorizzare in modo adeguato le società in grado di generare, in modo continuativo, crescita e rendimenti superiori alla media. Ciò apre a potenziali opportunità per investitori come noi.

Tuttavia, trovare queste società 'speciali' e decidere di investirvi non è così semplice come affidarsi ai rating di società terze. Tali classificazioni possono essere utili come input per la nostra analisi, ma devono essere usate con cautela a causa di alcuni seri limiti. In particolare sono tre a nostro avviso le problematiche legate all'utilizzo di rating di società terze:

  1. Questi punteggi sono calcolati guardando al passato e potrebbero non essere aggiornati molto frequentemente.
  1. La seconda problematica è che questi rating sono incoerenti. Ogni provider utilizza una metodologia diversa ? generalmente poco chiara ? e giunge quindi a conclusioni differenti, come mostra la Figura 1.

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  1. Questi sistemi di punteggi possono basarsi soltanto su metriche e politiche pubblicamente riportate, dato che devono essere utilizzati per una vasta gamma di società. In tal senso, il fatto che un'azienda abbia adottato o meno una certa politica o target ha un peso molto significativo sul punteggio finale, indipendentemente dal modo in cui questa politica sia stata implementata o raggiunta. Questa struttura tende quindi a favorire le aziende più grandi, spesso europee, dato che è molto più probabile che esse abbiano dei team dedicati alla reportistica sulla sostenibilità e che debbano per legge adottare alcune politiche.

Il nostro approccio - il Quoziente di Sostenibilità

Alla luce di tali limiti, abbiamo creato il nostro sistema - il Quoziente di Sostenibilità o SQ. Tale strumento include 20 domande che ruotano attorno a quattro pilastri:

  • Rispetto per l'ambiente. In questo senso valutiamo l'impatto di un'azienda non solo a livello di prodotti finali ma anche di operatività (ad esempio le modalità di produzione, di gestione delle strutture, ecc.). Verifichiamo inoltre se i fornitori sono tenuti a rispettare elevati standard ambientali, in modo che un'azienda non possa ottenere un lasciapassare solo esternalizzando tutto il lavoro sporco. Consideriamo anche eventuali controversie ambientali in cui l'azienda è stata coinvolta.
  • Trattamento giusto ed equo di dipendenti, fornitori e clienti. Ciò riguarda questioni relative a retribuzione, condizioni di lavoro, discriminazione e sicurezza. Per quanto concerne i fornitori, siamo alla ricerca di prove di un rapporto costruttivo, oltre che di una buona visibilità e di standard in materia di diritti umani lungo la catena di approvvigionamento. E per i clienti, la sicurezza dei prodotti e il rapporto qualità-prezzo sono aree chiave da prendere in considerazione, così come l'uso/protezione dei dati.
  • Attenzione alla comunità. Consideriamo benefici o danni alla società arrecati dalle attività dell'azienda, così come i rapporti con autorità normative e comunità locale e il pagamento delle tasse. Ci avvaliamo del nostro strumento proprietario SustainEx per quantificare questo aspetto.
  • Prudente allocazione del capitale. Ciò riguarda aspetti come rendimenti per gli azionisti, standard di governance e trasparenza.

Questo sistema ci permette di individuare eventuali problematiche e di aprirci a diverse dimensioni di analisi che potrebbero non essere considerate dai rating esterni. In alcuni casi giungiamo a conclusioni fondamentalmente opposte rispetto a quelle dei provider di rating.

Per citare un esempio, un'analisi lungimirante di questo tipo potrebbe considerare cambiamenti significativi che avvengono all'interno dell'azienda per evitare che una passata controversia accada di nuovo. Inoltre, l'utilizzo di dati non convenzionali e l'impegno attivo con l'azienda consente di ottenere ulteriori informazioni rispetto a quelle pubbliche, soprattutto nel caso di società più piccole o non quotate nei mercati emergenti.

Naturalmente nessuna azienda è perfetta e questo framework ci aiuta a individuare le aree di relativa debolezza su cui possiamo fare engagement, per cercare di migliorarne le pratiche o i comportamenti futuri.

La verità è negli occhi di chi vede

Come dimostrano gli esempi precedenti, non esiste una 'verità assoluta' che si può derivare da un numero sufficiente di dati. Per questo nel nostro framework poniamo le stesse 20 domande a tutte le aziende, indipendentemente dal settore o dall'area geografica in cui operano, mantenendo un approccio coerente.

Affidarsi a parti terze sarebbe come indossare gli occhiali di un'altra persona: non vedremmo in modo chiaro - le lenti adeguate ce le fornisce il nostro framework SQ.


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